Furti a Buckhingam Palace per merito di Adamo Canto, maggiordomo della Regina: 8 mesi di carcere. Tony Johnstone-Burt

Proprio nei giorni della IMPORTANTE, negata estradizione di julian Assange .. giunge una new da Londra .. (questa) divertente!

Adamo Canto, 37 anni di Scarborough, North Yorkshire .. per la traduzione automatica -da BBC- era un semplice addetto alla ristorazione (dal 2015), fa fare bella figura all’Italia: bravo! Tutto .. sotto gli occhi dei Reali .. arraffa e poi vende su ebay. 37 OGGETTI “andati via” a sole 7.700 sterline .. una miseria per dei rarissimi o unici cimeli, fra essi .. 
anche un telefono personalizzato “il primo telefono cellulare pieghevole al mondo” venduto negli Stati Uniti per neppure £ 600, è uno dei 65 articoli rimasti non recuperati, chissà se l’acquirente s’era accorto della provenienza!
Il resto della refurtiva si trovava ancora in casa del furbone, compreso  (non pare sia andato venduto) l’album con le foto di Trump in visita a Londra! .. foto di William e Kate, fantastici monili, ecc. ecc. in complesso oltre 100 oggetti .. 
A scoprire tutto è stato il vice ammiraglio Tony Johnstone-Burt… alla fine Adamo Canto, davanti al Giudice, ha cantato:  Il Giudice l’ha commiserato un po’ .. con  (ovvio) puro humour britannico, comminandogli 8 mesi di carcere (duro?)..   
L’Ammiraglio .. sarà promosso? ..  

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Ecco la succosa notizia da ilprimatonazionale:Londra, furti a Buckhingam Palace: arrestato il maggiordomo della reginadi Alessandro Della Guglia

E’ stato il maggiordomo, ma non uno qualsiasi. A rubare a Buckhingam Palace era Adamo Canto37enne cameriere al servizio della regina Elisabetta da cinque anni, che prima di essere scoperto è riuscito ad allungare le mani su diversi cimeli e oggetti preziosi. Titolo e trama sarebbero degni dei migliori gialli di Agatha Christie o di un nuovo episodio della serie tv The Crown, ma in questo caso parliamo di eventi realmente accaduti. L’inserviente, dall’11 novembre 2019 al 7 agosto 2020, è infatti riuscito a saccheggiare di tutto alla famiglia reale: medaglie, fotografie, orologi e addirittura indumenti.

Maggiordomo condannato a otto mesi di carcere

Adesso però per i suoi furti seriali a Palazzo è stato condannato e incarcerato – otto mesi di prigione – da un tribunale di Londra, la Westminster Magistrates’ Court. Canto aveva libero accesso alle aree private di Buckhingam Palace e l’occasione evidentemente ha fatto il maggiordomo ladro. A tal punto che la polizia britannica ha rinvenuto nei suoi alloggi un’impressionante quantità di materiale rubato. Altri oggetti, 37 in tutto, Canto li aveva già venduti su eBay a prezzo di gran lunga inferiore al loro valore reale. Stando a quanto emerso durante il processo, l’uomo – di chiare origini familiari italiane, come si evince dal nome, ma nato e cresciuto in Inghilterra – aveva sottratto un bottino valutato intorno alle 100mila sterline.

Buckhingam Palace, gli oggetti rubati 

Il suo obiettivo pare fosse quello di rivendere tutto su eBay, dal suo negozio online di souvenir. Avrebbe però ricavato una cifra esigua rispetto al reale valore degli oggetti trafugati: appena 7.700 sterlineTra i vari cimeli rubati c’è pure un album fotografico del banchetto a Buckingham Palace in occasione della visita ufficiale nel Regno Unito del presidente Usa, Donald Trump. Trattasi di fotografie firmate dal Duca di Sussex e dalla Duchessa di Cambridge, dal valore di 1.500 sterline. Canto ha poi trafugato oggetti dagli armadietti del personale, dal negozio della Queen’s Gallery e dal magazzino del Duca di York. Oltre a una medaglia Companion of Bath appartenente al Master of the Household, rivenduta online per sole 350 sterline.

La lunga serie di furti è stata alla fine scoperta grazie al vice ammiraglio Tony Johnstone-Burt. Quest’ultimo ha infatti notato l’assenza della medaglia che avrebbe dovuto indossare per il Queen’s Trooping the Colour. Lo staff a quel punto gli ha fatto notare che altri oggetti rubati erano in vendita su eBay. Il cameriere, davanti ai giudici, ha ammesso le proprie colpe. Tentando poi di giustificarsi dicendo di essere stato spinto a rubare per via della sua situazione economica problematica e dei suoi debiti. Un’ammissione servita a ben poco e che non gli ha risparmiato il carcere.

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