Gaia & Camilla, Pietro e Paolo Genovese, il papà regista. 

Paolo Genovese stava per girare un film negli Usa quando si è abbattuta su di lui la tegola della duplice morte che vede implicato come presunto unico responsabile e omicida il figlio Pietro. Si prospettava per lui un successo artistico di dimensioni  planetarie. Genovese pareva l’alfiere di un mondo che dal nuovo riscopre gli antichi valori, affrancandosi dai mali della società ultra liberista e globalista nella quale viviamo. Tutto il passato (recente) del giovane regista lo prova con alcuni sorprendenti coincidenze che spiego qua e la  (0) .. proprio la brutta società nella quale viviamo potrebbe avergli versato addosso tutto il male di cui è capace. Complottismo? Con la tecnologia e i metodi per indurre a proprio piacimento il comportamento delle persone (tanto più se di carattere fragile e predisposto) tutto è possibile. Anche l’induzione al suicidio?

Si parla di un fatto di cronaca che, dietro l’apparente paravento della semplice fatalità, di un incidente stradale raccontato con commozione dai media, risulta a ben vedere, quantomeno strano e complicato, fino a destare i sospetti più inverosimili (o verosimili?).(1)

Tutti abbiamo visto le due sedicenni stringere fra le mani il diabolico apparecchio che tutti ci condiziona, simulacro della nuova religione che Genovese descrive con realismo.

I media, su imbeccata dei Magistrati, quando ormai tutti avevano puntato il dito sull’assassino, lasciano filtrare notizie del tutto controcorrente:

ma ormai il romanzo è quello delle prime uscite sui giornali:

persino un attento osservatore che ogni giorno ci mette in guardia sulle (vere) fake news .. ora  sembra privilegiare l’evidenza .. che i media ci hanno prospettato da principio,
tralasciando almeno un più cauto approccio.

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(0)

Paolo Genovese 

Tribeca Film Festival
tribecafilm
Cos’è la Malattia di Crohn

Serie A, Paolo Genovese: «Milan-Lazio? Malafede a non consultare il Var»
Marianna Mirage opening act dei concerti italiani di Tamino
Mare di Circe Film Festival, la kermesse diretta da Genovese
Il regista Genovese: “La Lazio se la gioca con tutte. Lotito? Bella esultanza a Milano; gli chiederei un difensore a gennaio”
‘Vite private’, in uscita il nuovo album di Marianne Mirage

e ora anche Paolo  Genovese è stato derubato di tutti i suoi sogni e per ritrovarli ci vorrà del tempo .. non è come ritrovare una punto; lui lo sa, proprio come il carabiniere (malgrado il suo linguaggio non ce lo lasciasse presagire). Si trattava di un padre pedofilo. La pedofilia è sorella prediletta di altri movimenti già largametne apprezzati dai maniaci sessuali di tutto il mondo moderno (e antico).

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(1) Sommario di assurdità, vere o presunte, sulla tragica morte di Gaia e Camilla:

  • Due ragazze di 16 anni reduci da una serata non si sa dove e come trascorsa (nessuno se lo chiede, avvenne a Roma) .. decidono di saltare un guardrail, attraversare una strada (buia) a scorrimento veloce; “forse andavano di fretta” dice, vedendole, un acuto testimone (citato “costruttivamente” dai media) tutto ciò ad ora non molto tarda, le 00.43ca; le auto sopraggiungevano ad alta velocità godevano del semaforo verde non si sa se le ragazze avevano bevuto,
  • non si sa se erano drogate (e nessuno se lo chiede)
  • gli inquirenti non riferiscono se c’erano telecamere o testimoni
  • solo un testimone, riferisce ai giornalisti del semaforo rosso per i pedoni (sulle prime, per i media, era verde)
  • il ragazzo descrive, dopo l’impatto con l’auto di Pietro Genovese, un secondo urto, contro una o le due ragazze,  con altra/e auto .. poi si scoprirebbe che le ragazze sono morte sul colpo quindi .. la dinamica non interessa più e Pietro è colpevole, basta;
  • non riferiscono se sono stati ascoltati automobilisti che percorrevano il tratto in quel momento, visionate le telecamere più prossime ecc.
    • l’autopsia non dirime (evidentemente, siamo a poche ore e le valutazioni richiedono tempo) ma ce n’è quanto basta per una rapida e superficiale disamina dell’accaduto, anche qualche disegno animato ecc. consegue la condanna, con sentenza dei media,  dell’unico, apparente indiziato: Pietro

..  il ragazzo viene indicato come colpevole e il caso “risolto” in poche ore,  dal corriere della sera, a repubblica, al messaggero (e tutti gli altri, in scia) (*)

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(*)Gaia e Camilla sono morte per lo sfondamento della scatola cranica causato dall’impatto con l’auto guidata da Pietro Genovese. Sono questi i primi esiti dell’autopsia disposta dal pm di Roma, Roberto Felici. Sono state trovate altre fratture ma non segni di trascinamento il che farebbe supporre che le due ragazze, che sono morte sul colpo, non sarebbero state colpite da altre auto come si era ipotizzato in un primo momento. Qualcuno aveva affermato che dopo la prima auto, quella di Pietro Genovese, le due compagne di scuola fossero state colpite anche da altre vetture sopraggiunte. Un’ipotesi che apriva a responsabilità condivise tra più automobilisti. E invece no: è bastato un solo tremendo impatto per porre fine alla loro vita. Filippo che era con loro quella sera, parlando con Repubblica ha ricostruito le ultime ore: “Le ho incontrate in piazza a ponte Milvio. Il coprifuoco di solito scatta verso mezzanotte e a quel punto sono tornate indietro. Pioveva, forse andavano di fretta. Dicono che abbiano attraversato con il rosso per i pedoni, tenendosi per mano“.  Un amico delle ragazze ha raccontato al Messaggero il momento dell’impatto: “Ho sentito una frenata, mi sono girato ho visto Gaia che era stata colpita ed ha iniziato a rotolare. Ho visto anche Camilla, erano entrambe insanguinate. Poco dopo è venuta l’ambulanza che ha fatto i test per capire se erano ancora vive. Erano tutte e due morte“.  Jacopo un altro amico, è stato tra i primi ad arrivare sul luogo dell’impatto: “Il cellulare segnava le 00.43. Non lo scorderò mai, i corpi erano ancora lì
da Antonio Di Maggio comandante della polizia di Roma Capitale:
il comandante della polizia di Roma Capitale, Antonio Di Maggio in una nota riportata dal Corriere della Sera,  “Mi rivolgo all’investitore e più in generale tutti coloro che si mettono alla guida, invitandoli a riflettere su comportamenti che finiscono per distruggere famiglie intere – ha detto ancora Di Maggio.- Quanto accaduto, lascia un segno profondo su tutti noi. Non mi stancherò mai di ricordare ancora una volta di porre la massima attenzione quando ci si mette al volante, di non bere, di rispettare i limiti di velocità e di evitare tutte quelle condotte che possono mettere a repentaglio la propria vita e quella altrui. Ve lo chiedo come comandante ma ancor prima come padre di famiglia“.
 e da ,, leggilo  a nome di tutti

Gaia e Camilla, il risultato dell’autopsia. Pietro Genovese rischia 18 anni

Gaia e Camilla, il risultato dell’autopsia spiega la dinamica dell’incidente e lascia pochi dubbi. E scioglie la riserva su una morte causata da altri

Gaia e Camilla sono morte per lo sfondamento della scatola cranica causato dall’impatto con l’auto guidata da Pietro Genovese. Sono questi i primi esiti dell’autopsia disposta dal pm di Roma, Roberto Felici. Sono state trovate altre fratture ma non segni di trascinamento il che farebbe supporre che le due ragazze, che sono morte sul colpo, non sarebbero state colpite da altre auto come si era ipotizzato in un primo momento. Qualcuno aveva affermato che dopo la prima auto, quella di Pietro Genovese, le due compagne di scuola fossero state colpite anche da altre vetture sopraggiunte. Un’ipotesi che apriva a responsabilità condivise tra più automobilisti. E invece no: è bastato un solo tremendo impatto per porre fine alla loro vita. Filippo che era con loro quella sera, parlando con Repubblica ha ricostruito le ultime ore: “Le ho incontrate in piazza a ponte Milvio. Il coprifuoco di solito scatta verso mezzanotte e a quel punto sono tornate indietro. Pioveva, forse andavano di fretta. Dicono che abbiano attraversato con il rosso per i pedoni, tenendosi per mano“.  Un amico delle ragazze ha raccontato al Messaggero il momento dell’impatto: “Ho sentito una frenata, mi sono girato ho visto Gaia che era stata colpita ed ha iniziato a rotolare. Ho visto anche Camilla, erano entrambe insanguinate. Poco dopo è venuta l’ambulanza che ha fatto i test per capire se erano ancora vive. Erano tutte e due morte“.  Jacopo un altro amico, è stato tra i primi ad arrivare sul luogo dell’impatto: “Il cellulare segnava le 00.43. Non lo scorderò mai, i corpi erano ancora lì

Il mio primo pensiero va alle famiglie colpite da tragici eventi come quelli accaduti in questo fine settimana, in cui hanno perso la vita prematuramente Gaia e Camilla e il giovane Raphael, senza dimenticare tutte le vite spezzate troppo presto. Noi però non siamo solo agenti ma anche genitori e queste tragedie inevitabilmente ci toccano da vicino“. Lo afferma, il comandante della polizia di Roma Capitale, Antonio Di Maggio in una nota riportata dal Corriere della Sera,  “Mi rivolgo all’investitore e più in generale tutti coloro che si mettono alla guida, invitandoli a riflettere su comportamenti che finiscono per distruggere famiglie intere – ha detto ancora Di Maggio.- Quanto accaduto, lascia un segno profondo su tutti noi. Non mi stancherò mai di ricordare ancora una volta di porre la massima attenzione quando ci si mette al volante, di non bere, di rispettare i limiti di velocità e di evitare tutte quelle condotte che possono mettere a repentaglio la propria vita e quella altrui. Ve lo chiedo come comandante ma ancor prima come padre di famiglia“.

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varie:

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Questo fine anno ci riserva un raccapricciante  caso “televisivo” nelle mani dei Magistrati:

  • La tragica morte di Camilla e Gaia
I Magistrati, in sintonia con i media e forse anche con altri, decretano il grado di visibilità delle indagini. Nel caso del ragazzo ventenne figlio di un noto regista si lascia libero sfogo alle cronache (conseguenza dell’esfiltrazione di notizie che sarebbe bene mantenere segrete .. e grazie al desiderato pressapochismo dei nostri più stimati giornalisti). C’è un testimone, sedicenne, che scagionerebbe ampiamente il ragazzo (1) .. al punto da rendere ininfluente il fatto che potesse aver assunto alcolici e, si diceva nei giorni precedenti, con ulteriori minime tracce persistenti di droghe. Macchè, ormai si legge (in sostanza): Drogato e Ubriaco, ma si tace quasi sempre delle prove raccolte (poche per non dire nessuna) (2)

D’accordo che le ragazze vivevano in un quartiere “ricco”, ma non è questa la ragione del linciaggio.

 

PIETRO GENOVESE, CHI E’ IL FIGLIO DEL REGISTA PAOLO

Pietro Genovese ha frequentato il liceo Mameli e, come spiega Il Giornale, gioca a rugby ed è un grande appassionato di cinema, probabilmente grazie al padre Paolo. Il 20enne è affetto dal Morbo di Chron, una patologia infiammatoria dell’apparato dirigente che può colpire qualsiasi parte del corpo. Per il momento non esiste alcun farmaco che possa curare chi è affetto dalla malattia: per sensibilizzare e raccontare la patologia, Paolo Genovese recentemente aveva accettato di girare uno spot. «Ho deciso di sposare questa causa fondamentalmente per un motivo familiare, perché mio figlio maggiore, Pietro, è affetto dal morbo di Crohn. Quando sono entrato in contatto con il professore Alessandro Armuzzi, che lo ha in cura, col tempo ho capito la gravità e la problematicità di questa malattia», le sue parole ai microfoni di Dire. Pietro Genovese, chi è?/ Incidente mortale Roma, figlio del regista Paolo in lacrime

Il papà di Pietro, Paolo Genovese è un regista con dei temi. E’ persino una persona con idee, sia pur non gay (direi), purtroppo. Romantico fuori moda. I suoi attori non parlano come deficienti. Ciò riduce molto il proprio pubblico, che tuttavia sussiste. Pare. Un post-morettiano!!? Passeggia senza attraversare la strada, per la grande città, nella più recente breve opera (in 2 episodi), come regista. Genovese è anche e, forse, soprattutto, soggettista e sceneggiatore. 
Coop presenta La Felicità Non è Una Truffa, un film di Paolo Genovese con la colonna sonora de Lo Stato Sociale.


La ragazza, che ricopre il ruolo di guida-intelligente, come si vede all’inizio del film, vuol operare foto senza il diabolico attrezzo che ritocca le immagini e invoglia a fotografare, all’autoreferenzialità .. ah!.. come quello che compare su quasi tutte le foto delle 2 sfortunate ragazze morte. Un caso, certo.
Vi diceva qualcosa il titolo? .. eccoci serviti:


Lo stato sociale è il contrario del globalismo .. quello che sembrano propugnare Salvini (ah: Matteo) e la Meloni, contro .. il Vaticano (e molti altri) .. quando capita i nostri volonterosi sovranisti .. vogliono ripristinare anche la Fede con i propri pilastri, San Pietro e Paolo !!? .. C’entra? .. boh ! ..elemento complottismo?.. che emerge è dato dai nomi, Pietro e Paolo. Emma e Matteo sono i nomi di altri 2 figli del regista. Ah! Matteo .. .. cosa ne direbbero Paolo Franceschetti e Stefania Nicoletti? Quanto andrà avanti il martirio del ragazzo (in alto, nella foto) ? Molto + di quello di Ciro Grillo (in basso, nella foto) .. presunto violentatore .. scomparso in un amen dall’interesse dei media .. e ancora assente .. forse almeno fino alla fine della legislatura?? o del M5S  .. Eppure gli somigliava!

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(1)

(2)

aggiornamento: 

https://wordpress.com/post/vraie55.wordpress.com/3994

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