Il vaccino covid-19 fa bene, i medici curano, solo le pasticcerie fanno morire. Fidatevi! Non si muore mai per la punturina. Stopcensura, Leggilo, nogeoingegneria, Paolo Becchi

  1. Se fai il vaccino contro il covid e muori .. sei morto di Covid e non di vaccino?
  2. Se fai il vaccino, vai in pasticceria e svieni .. avevi mangiato troppe bignole e infatti se poi muori dev’essere stata la panna .. sono in corso accertamenti, si teme sia lo zabaione
  3. Se ti iniettano non una ma 4 dosi o forse 6 (non si sa.. non stiamo a sottilizzare), e bevi 7 litri di acqua al giorno ma ti senti disidratata .. guarda che stai bene .. e se lo dice il virologo della tv senza averti ancora visitata vuol dire che stai bene… è capitato anche a Livorno (4 dosi), sta benissimo 

              (e forse ne chiederà ancora)

Muore 65enne dopo AstraZeneca. La famiglia: “Volevano farci credere fosse morto di Covid”

Si chiamava Massimo Pantaleone, aveva 65 anni ed è morto tre giorni dopo la dose Astrazeneca. «Viveva da solo e noi siamo la sua famiglia, era il fratello di mamma — racconta la nipote Francesca —. Intendiamo andare fino in fondo a questa storia. Abbiamo richiesto l’autopsia, che è già stata fatta, e non ci fermeremo prima di avere risposte certe».

Pantaleone è andato a fare il vaccino dopo aver fatto due tamponi molecolari ma, al ritorno a casa, ha incominciato ad avere problemi respiratori. Si è rivolto al suo medico di famiglia che lo ha rassicurato. Ma quando dopo due ore si è sentito ancora peggio ha chiamato Francesca e sua madre che sono arrivate a casa sua con una bombola di ossigeno. Lo hanno rianimato e hanno chiamato il 118. I sanitari hanno insistito per portarlo in ospedale.

L’uomo, che abitava in via Imbriani, sarebbe arrivato al Cardarelli già morto. «Noi seguivamo l’ambulanza in auto. Al nostro arrivo volevano farci credere che era morto di Covid, ma noi sappiamo che non è così — dice Francesca — e gli renderemo giustizia. Era un donatore di sangue e a intervalli regolari era all’ospedale Pausilipon per sostenere con questo suo gesto generoso i bambini ammalati. Dunque in piena salute e controllatissimo». Così il Corriere della Sera.

Como, malore fatale in una pasticceria dopo aver fatto il vaccino

Manfredi Falcetta

A Cernobbio in provincia di Como una donna di 68 anni è stata colpita da un malore dopo il vaccino anti Covid. L’Asl ha chiesto delle analisi in merito.

La campagna di somministrazione del vaccino anti Covid, andata avanti per mesi senza ulteriori incidenti gravi, torna a registrare un caso di malore a Cernobbio in provincia di Como dove una persona potrebbe aver reagito male alla somministrazione di uno dei sieri vaccinali. Anche in questo caso come in quelli precedenti – molto rari e circoscritti – la responsabilità del vaccino nel malore non è accertata e i medici procedono con i piedi di piombo prima di dare un verdetto. I fatti si sono svolti nell’hub vaccinale di Villa Erba dove una donna di 68 anni è arrivata attorno alle ore 13 per ricevere l’iniezione del farmaco Pfizer. Tutto è andato inizialmente per il meglio e la donna ha chiesto alla figlia di accompagnarla a mangiare qualcosa prima del dramma.

All’interno della pasticceria dove la donna si è diretta per mangiare, la donna ha avuto un grave malore. A nulla è servito il trasporto immediato in ospedale da parte del personale del 118 perchè la signora purtroppo ha perso la vita poche ore dopo: a far pensare ad una reazione allergica o avversa al vaccino è la vicinanza tra la somministrazione del farmaco e il malore in questione ma per il momento non ci sono ancora elementi che incolpino il medicinale per la tragedia. Anche l’Asl di Como pur comprendendo il dolore della famiglia della donna chiede di contenere l’allarmismo prima che sia arrivato il responso dell’autopsia sulla 68enne: “Esprimiamo il nostro cordoglio alla famiglia. Attendiamo che le autorità svolgano le indagini. È necessario evitare inutili allarmismi che potrebbero interferire sull’andamento della campagna vaccinale”, si legge nel comunicato ufficiale dell’azienda. Al momento, non si sa se la donna che ha subito il malore soffrisse di qualche patologia pregressa.

La ragazza con 4 dosi Pfizer non sta bene. Pregliasco sostiene di averla visitata, la madre dice che non è vero

Samanta Airoldi

Parla la madre di Virginia, la studentessa a cui, per errore, sono state iniettate quattro dosi del vaccino anti Covid di Pfizer. La donna smentisce alcune dicerie sullo stato di salute della figlia.

Virginia, la studentessa di Psicologia clinica di Massa carrara a cui, per errore, sono state iniettate ben quattro dosi del vaccinoanti Covid di BioNTech-Pfizer, non sta affatto bene. Già la scorsa settimana la ragazza appariva molto disidratata: beveva circa sette di litri di acqua al giorno ma continuava ad avere le labbra secche e ad accusare un forte senso di sete. Ma ora le sue condizioni sembrano davvero gravi. A rivelarlo è  stata la mamma della 23 enne che è intervenuta per smentire quanto affermato dal virologo milanese Fabrizio Pregliasco. Il medico, che ha in cura da giorni la ragazza, si era affrettato a dichiarare agli organi di stampa che le condizioni di salute di Virginia non erano preoccupanti: “Sta bene, al di là del grosso spavento non ci saranno conseguenze” . Ma, a quanto pare, la situazione è un po’ diversa. E il professor Pregliasco, pur essendosi già espresso a riguardo, in realtà non ha ancora visitato Virginia: la vedrà, per la prima volta, solo venerdì prossimo.

Purtroppo in questo momento Virginia non sta in piedi. Ha continui giramenti di testa, lividi alle gambe e il livello delle piastrine è basso. Ha dovuto anche rinunciare allo stage universitario per il quale era stata vaccinata. Il professor Pregliasco non ha ancora il quadro completo perché non l’ha ancora visitata,  la vedrà per la prima volta venerdì” – queste le parole della mamma della studentessa. Ma non è tutto. La donna smentisce anche un altro dato. L’ospedale, in seguito alla notizia, si era affrettato a sostenere che alla studentessa erano state iniettate non sei dosi – come uscito sui giornali in un primo momento – ma “solo” quattro dosi di Pfizer. Tuttavia manca un documento ufficiale che certifichi il numero esatto di dosi somministrate alla malcapitata studentessa. “Anche sulla quantità di vaccino ricevuto non c’è chiarezza. Sul referto di mia figlia c’è scritto che le sono state inoculate in una sola volta sei dosi e non quattro come sostiene adesso l’ospedale senza però un documento ufficiale” – ha aggiunto la mamma. Nel frattempo si è verificato un secondo caso di sovradosaggio, sempre di Pfizer. All’hub vaccinale di Livorno al Modigliani Forum, ad una donna di 60 anni sono state iniettate quattro dosi di vaccino invece di una. A quanto pare, per il momento, la donna starebbe bene.

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