Ultim’ora: Chiesa Cattolica e Lega ripudiano il Vangelo, punto 2357, da Bagno a Ripoli .. a Toronto: via libera all’omosessualità come inevitabile e indiscutibile. S’avvicina il Pakistan.Thomas Christopher Collins, Gregorio Martinelli Da Silva

arcivescovo di Toronto, Thomas Christopher Collins

Gemellaggio fra Bagno a Ripoli & Toronto … ecc. ecc..

La giornata in difesa della donna viene confusa dalla evolutissima Chiesa di Francesco e dal partito più cattolico d’Italia (la Lega di Salvini, vangelo-dotato) per giornata a favore dell’omosessualità. Non si vuol più sentire parlare dell’articolo 2357 del Vangelo (tuttora vigente  (v. qui di seguito).. come la nostra Costituzione…). In fondo un collegamento c’è .. si dirà: quando mai un omosessuale “masculo” compie atti di stupro con una “femmena”?. MAI !!! ..  TUTTAVIA, qualche volta accade fra gay e lesbiche, ma non sta bene parlarne in pubblico e poi, nel nostro immaginario lo stupratore è SEMPRE un rude “meridionale” assatanato e pronto ad assalire donne mai e poi mai consenzienti… La Lega espelle il suo consigliere! (1)

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Premesso che non è obbligatorio seguire “il Sacro Testo”, ecco 

dal VANGELO 

Art. “2357 L’omosessualità designa le relazioni tra uomini o donne che provano un’attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso. Si manifesta in forme molto varie lungo i secoli e nelle differenti culture. La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile. Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, [Cf Gen 19,1-29; Rm 1,24-27; 1Cor 6,10; 1Tm 1,10 ] la Tradizione ha sempre dichiarato che “gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati”. Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.————————————————————————————————————————–

Gregorio Martinelli Da Silva(1) La Lega espelle il consigliere della “giornata del maschio cattolico”. Lui: “Non mi pento”Roma, 25 nov – E’ stato espulso dalla Lega per decisione del consiglio nazionale Gregorio Martinelli Da Silva, consigliere leghista del comune Bagno a Ripoli (Firenze), balzato agli onori della cronaca nei giorni scorsi per aver presentato un’interrogazione per istituire la «giornata dei maschi cattolici eterosessuali».

Un atto provocatorio

Nell’atto presentato, volutamente provocatorio, il consigliere aveva criticato il fatto che siano emarginati o puniti «coloro i quali vedono le relazioni omosessuali come gravi depravazioni». Martinelli condannava «La società con la complicità delle istituzioni e di politici incapaci», che sta commettendo «nel nome della lotta alla discriminazione la peggiore delle discriminazioni possibili, quella contro i suoi valori e le sue origini».

L’espulsione

Ieri, dopo la bufera mediatica che ha investito l’iniziativa, la decisione di espellere il consigliere dalle fila della Lega. «Si tratta di una iniziativa che il consigliere ha portato avanti in totale autonomia senza mai essere stata concordata col partito, che anzi aveva diffidato il soggetto dal presentare questa mozione», aveva precisato l’ex candidata leghista alle Regionali toscane Susanna Ceccardi. «Quello che è grave è che malgrado gli fosse stato detto di non presentare quella interrogazione, lui lo abbia fatto lo stesso», aggiunge il coordinatore regionale Stefano Belotti nel comunicare l’espulsione.

Martinelli: “Ho solo citato il Catechismo”

E Martinelli come l’ha presa? Raggiunto telefonicamente dal Primato, ha innanzitutto puntualizzato: «Sì, la bufera mediatica che ha provocato la mia interrogazione è l’ennesima prova dell’emarginazione del pensiero cattolico». L’iniziativa «nasce come provocazione e come tale ha evidentemente colto nel segno», viste le reazioni. Il consigliere – che, ci ha spiegato, non ha rassegnato le proprie dimissioni e continuerà le proprie battaglie in consiglio unendosi al gruppo misto – specifica di non condannare l’omosessualità: «nel mio testo condanno l’esaltazione di alcuni atteggiamenti» e la deriva liberticida a cui porterà l’approvazione del Dl Zan. «Inoltre l’affermazione “le relazioni omosessuali come gravi depravazioni” non è mia: ho citato il Catechismo della Chiesa Cattolica, sesto comandamento, art. 2357» del Catechismo della Chiesa Cattolica promulgato da papa Giovanni Paolo II nel 1992.

«Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, [Cf Gen 19,1-29; Rm 1,24-27; 1Cor 6,10; 1Tm 1,10 ] la Tradizione ha sempre dichiarato che “gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati“. Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati».

«Nel mio atto non ho intenzionalmente virgolettato le parti prese dal Catechismo – prosegue – perché volevo che sembrassero frasi mie. Il mio intento era scatenare l’ira dei consiglieri comunali dell’opposizione durante l’esposizione dell’interrogazione, per poi rivelare, alla fine del dibattito consigliare, di aver ripreso pari pari ciò che è scritto nel Catechismo della Chiesa cattolica. Come un effetto sorpresa». Perché «se un ventitreenne non può seguire ed esprimere gli insegnamenti cattolici» senza essere ostracizzato e messo in croce mediaticamente, a questo punto «il problema non è mio ma della società in cui viviamo».

Il consigliere attacca il sindaco

Poi Martinelli attacca il sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Casini, spiegando il motivo scatenante di tutto il caos mediatico: «L’interrogazione doveva essere presentata e spiegata oralmente ma non mi è stato dato il tempo. Il sindaco l’ha dato in pasto ai social prima che potessi esporla».

“Nessun rancore con la Lega, ma non mi pento”

Rancori verso la Lega per l’espulsione? «No, nessun rancore, in effetti è stata una mia iniziativa, dalla Lega mi avevano diffidato di farlo. Certo, pensavo che me la sarei cavata con una sospensione e non con una cacciata. Ma va bene così. Una cosa è sicura, non mi pento di quanto ho detto e continuerò il mio lavoro in consiglio all’interno del Gruppo misto».

Cristina Gauri

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Il Catholic District School Board sanziona (non è la prima volta) quasi compattamente Jose Luis Bundoc Dizon per aver letto lo stesso articolo 2357 durante una riunione. In questo caso l’ arcivescovo di Toronto, Thomas Christopher Collins risponde in modo paternalistico ma blando (non censura i censuratori) ricevendo, immagino, il plauso di Francesco (2).

Chi si muove verso la promozione di una maggior tolleranza nei rapporti fra persone è il Pakistan! .. lo fa alla propria maniera ma le vere femministe (di una volta) ora giustamente esulteranno (i maschi .. staranno + attenti): Pakistan, approvata la castrazione chimica per gli stupratori (qui di seguito)

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Pakistan, approvata la castrazione chimica per gli stupratoriDacca, 25 nov – Il primo ministro del Pakistan ha approvato una legge sulla castrazione chimica degli stupratori.  L’ex capitano di cricket e premier pakistano Imran Khan ha approvato ieri la legge che accelera i processi per violenza sessuale.

Premier Pakistan: “Dobbiamo garantire ambiente sicuro”

La decisione è stata presa durante una riunione del gabinetto federale, ma il governo pakistano non ha ancora annunciato ufficialmente. È stato redatto dopo che il ministero della Giustizia ha presentato una bozza dell’ordinanza contro lo stupro alla riunione. Kahn avrebbe detto durante la riunione: “Dobbiamo garantire un ambiente sicuro per i nostri cittadini”. Ha detto, altresì, che la legislazione pakistana sarebbe chiara e trasparente con una rigorosa applicazione da parte dei funzionari.

“Punizione severe contro bestie che abusano dei bimbi”

Il progetto di legge aumenterà il ruolo delle donne nella polizia e migliorerà la protezione dei testimoni. Kahn ha detto che chi sopravvive allo stupro sarà in grado di registrare reclami senza timore e avranno la loro identità protetta dal governo.I l membro del Senato pakistano Faisal Javed Kahn ha dichiarato ieri: “Punizioni severe contro le bestie selvagge che abusano di bambini e donne, polizia speciale, processi accelerati, protezione di testimoni e vittime, banca dati di stupratori, indagini rapide e rapide e altri punti sono stati redatti. Saranno attuati presto per essere approvato dal Parlamento”.

Il problema degli stupri in Pakistan

Le molestie sessuali e la violenza contro le donne sono comuni in Pakistan, dove quasi 1.000 donne vengono uccise ogni anno nei cosiddetti “delitti d’onore” per presunta violazione delle norme conservatrici sull’amore e il matrimonio. Il Pakistan ha assistito a un aumento degli episodi di stupro dal 2018, quando un serial killer ha violentato e ucciso Zainab Ansari di sei anni nella città orientale di Kasur, nella provincia del Punjab. Il caso ha suscitato proteste a livello nazionale e Imran Ali, 24 anni, è stato successivamente condannato a morte e impiccato. A settembre, due aggressori hanno tirato fuori una donna dalla sua auto che si era guastata di notte su un’autostrada deserta vicino alla città di Lahore, nella provincia orientale del Punjab, e l’hanno violentata in gruppo mentre i suoi figli terrorizzati la guardavano. Entrambi gli uomini sono stati successivamente arrestati.

Ilaria Paoletti

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(2)

Censura Catechismo, scuola cattolica ripresa dal vescovo

Toronto, riunione del Catholic District School Board, un delegato cita il punto 2357 del Catechismo sulla condanna degli atti omosessuali e viene interrotto e rimproverato dal presidente e da altri membri del Cda. Scandalo tra i fedeli. Interviene l’arcivescovo e cardinale Collins che biasima la censura del CCC, ricorda ai ribelli la loro missione e chiede: “Interrompereste anche Gesù?”.

Il Consiglio di amministrazione di un sistema scolastico distrettuale cattolico ha censurato il Catechismo e ne ha bollato gli insegnamenti come “pericolosi”. È successo a Toronto nel corso di una riunione del Catholic District School Board svoltasi lo scorso 11 novembre e durante la quale Jose Luis Bundoc Dizon, parrocchiano della chiesa di San Bonifacio a Scarborough e delegato a parlare, è stato bruscamente interrotto e rimproverato dal presidente e da altri due membri per aver citato il punto 2357 del Catechismo della Chiesa cattolica secondo cui «appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la Tradizione ha sempre dichiarato che “gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati”». L’uomo non ha fatto in tempo a terminare il passaggio che uno dei membri del Consiglio, Norm Di Pasquale, è intervenuto per accusarlo di “navigare in acque burrascose”, subito confortato dal presidente, Joseph Martino, che ha definito “improprio” il linguaggio di Bundoc Dizon. A pensarla come loro anche un altro membro del Consiglio, Maria Rizzo, mentre la sola Nancy Crawford si è alzata per ricordare ai suoi colleghi che il delegato si era limitato a citare quanto è scritto nel Catechismo.

L’episodio ha avuto uno strascico su Twitter dove Di Pasquale, rispondendo alla domanda di un utente che gli chiedeva come potesse considerare “non accettabile” l’insegnamento della Chiesa, ha giustificato il suo comportamento, sostenendo di aver interpretato la citazione del Catechismo in quel contesto come “un mezzo per criminalizzare la comunità Lgbtq+”. Quella di Di Pasquale, però, è risultata essere la linea maggioritaria nel Consiglio di amministrazione della scuola distrettuale cattolica che con 8 voti contro 4 ha imposto al membro Michael Del Grande una serie di sanzioni tra cui l’impossibilità a ricoprire cariche nel board per tre mesi, la frequentazione di un corso di formazione sull’equità e l’obbligo di scuse pubbliche.

Del Grande ha subìto un processo interno dopo essersi opposto un anno fa all’introduzione della tutela dell’“identità di genere” nel codice di condotta del sistema scolastico. L’aggiornamento, voluto per rendere il regolamento più “inclusivo” nei confronti degli studenti Lgbt, era passato con la maggioranza dei voti ma non senza polemiche per un emendamento provocatorio con cui Del Grande aveva provato a bloccarlo.

La riunione dello scorso 11 novembre è stata convocata proprio per giudicare la posizione di Del Grande, accusato di aver violato il codice di condotta a causa delle sue parole durante la discussione di un anno prima. Nel frattempo la causa arcobaleno, anche graficamente, ha fatto la sua comparsa nel programma della Catholic District School con la campagna per il rispetto delle differenze, dell’inclusione e delle appartenenze. Oltre a Del Grande, altri tre membri del Consiglio di amministrazione continuano ad essere contrari all’aggiornamento del codice portato avanti dalla maggioranza guidata dal presidente Martino. La persistenza di questa minoranza si è vista durante la discussione sulle sanzioni al collega incriminato (alla fine approvate) e le cui immagini, diffuse sui social, hanno provocato sconcerto nella comunità cattolica canadese per la censura al punto 2357 del Catechismo.

L’atteggiamento di Martino, Di Pasquale e Rizzo ha scandalizzato i fedeli che hanno deciso di scrivere in massa all’arcivescovo di Toronto, Thomas Christopher Collins, per chiedere un suo intervento. Intervento che, alla fine, si è concretizzato: il cardinale Collins, infatti, ha preso carta e penna e ha indirizzato una lettera di rimprovero al presidente del Board. “Che un cattolico – ha scritto il porporato canadese – debba essere criticato e gli debba essere impedito di fatto da amministratori cattolici di leggere il Catechismo cattolico in una riunione di un consiglio scolastico cattolico è riprovevole”. Collins ha ricordato a Martino che “la fede cattolica deve guidare tutti coloro che sono impegnati nell’istruzione cattolica – compresi gli studenti, gli insegnanti e gli amministratori – altrimenti cessa di essere cattolica”. L’arcivescovo ha tirato le orecchie ai membri del Consiglio che hanno dimostrato di “non apprezzare la fede ricca e vivificante della Chiesa” per abbracciare, invece, “la narrativa fondamentalmente anticattolica”, chiedendosi come possano, alla luce di ciò, “servire veramente coloro che sono affidati alle loro cure”.

Nella lettera, poi, ha ricordato loro il giuramento fatto al momento della nomina come membri del Consiglio della Catholic District School, dove hanno promesso di essere fedeli alla Chiesa, al primato del Romano Pontefice e all’autorità del Magistero. “Il mondo in cui viviamo – ha continuato il cardinale – è dominato da una visione secolare superficiale della persona umana e dello scopo della vita, visione contraria alla rivelazione divina, alla ragione e al profondo patrimonio della fede cristiana. È deludente che amministratori cattolici consentano a quella visione secolare di sostituire la pienezza della fede articolata nel Catechismo della Chiesa cattolica”. Collins ha ricostruito l’episodio della censura al Catechismo, esortando i dirigenti a non lasciarsi più guidare “dallo spirito ingannevole dell’epoca”.

Ascoltando il dialogo della riunione, l’arcivescovo di Toronto ha percepito che la priorità di Martino e degli altri due membri del Consiglio non era quella di rimanere fedeli “alla sfida evangelica che ci chiama alla santità” o alla “fede che Nostro Signore ci ha affidato per la nostra salvezza eterna”, ma piuttosto quella di “un’attenzione nervosa a come le persone potrebbero eventualmente reagire alla proclamazione di quella fede ed esserne offese”.

Il cardinale ha concluso la sua lettera di rimprovero proponendo un’immagine d’impatto: “Se Gesù stesso dovesse partecipare a una riunione del Consiglio d’amministrazione del sistema scolastico cattolico di Toronto, mi chiedo se verrebbe interrotto se iniziasse a dire (…) le cose che dice nel Vangelo, perché quelle parole forse non sono sufficientemente rassicuranti e forse potrebbero offendere; dopo tutto molte persone erano offese dalle parole vivificanti di Nostro Signore Gesù quando camminava tra noi; le parole di vita non si limitano a calmare: con chiarezza e carità, ci sfidano al pentimento e alla santità”.

Censura Catechismo, scuola cattolica ripresa dal vescovo

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