Caos-Calabria, Nino Spirlì un po’ arrabbiato sulla fuga (presunta) di Eugenio Gaudio e la presenza di Gino Strada – ilgiornale, ilprimatonazionale, liberoquotidiano

MI DISPIACE PER QUELLI CHE AVEVANO LETTO L’ALTRO ARTICOLO, DI POCHE ORE FA .. completamente “superato”!

.. SCOPRO ORA CHE GAUDIO HA RINUNCIATO, CON MAGNA GIOIA DI MOLTI MA NON CREDO DELLA MOGLIE. LUI DICE CHE LA SIGNORA NON SE LA SENTE DI LASCIARE ROMA E (LUI) PER QUESTO RINUNCIA ALLA “SFIDA” .. TIENE ALLA FAMIGLIA! .. ma io non ci credo.

DICE ANCHE CHE FORSE STA PER ESSERE ARCHIVIATA LA PICCOLA PENDENZA CHE HA COL TRIBUNALE DI CATANIA. PECCATO PERCHE’ SE INVECE DOVESSE POI ESSERE CONDANNATO A CATANIA, CON UNA RESIDENZA IN CALABRIA SAREBBE STATO FACILE OTTENERE COME NUOVA DIMORA LA REBIBBIA, O ANCHE I DOMICILIARI, A CASETTA CON LA MOGLIE 

Il Governo è riuscito a svegliare dal torpore ormai prossimo al sonno profondo persino l’opposizione, in verità un po’ troppo silenziosa ultimamente:

Ma chi è la moglie di Gaudio? .. wikipedia dice che lui è un accademico e poco altro .. per ora .. non si sa, chiamiamola Donna Gaudiosa (e non con altre varianti, non mi permetterei) .. ho trovato solo questa rara foto d’archivio, un po’ danneggiata ma preziosa, si tratta in tutta evidenza del giorno del loro matrimonio, probabilmente baciati dal vento dello stretto o di capo Sparti-vento? L’occhio di lui è birichino! .. prima notte???

Gino Strada, Nino Spirlì contrariato: “Ci siamo rotti i co***. Lui commissario? Devono passare sul mio cadavere”Nino Spirlì a valanga. Il presidente facente funzioni della Regione Calabria commenta la decisione del governo di avanzare l’ipotesi di Gino Strada come commissario in Calabria. “La nomina di Strada non arriva, dovranno passare sul mio corpo”. ha detto senza mezzi termini ai microfoni de La Zanzara su Radio 24. “Il governo – ha attaccato – la deve smettere di pensare al commissariamento in Calabria, la Calabria non ha bisogno di commissari. Abbiamo visto primo fallimento, secondo fallimento e terzo fallimento. Non siamo uno Stato del quarto mondo. Qui c’è gente onesta, ci siamo rotti i c…, qui non c’è da fare nomine ma da gestire la sanità. Basta con questi ispettori governativi. Ne abbiamo le scatole piene. Sono 11 anni che hanno affossato la sanità in Calabria”.Ma è sul fondatore della ong Emergency a picchiare duro. “Non arriva la nomina di Strada, perché dovranno passare sul mio corpo per fare arrivare la nomina. Basta, non abbiamo bisogno di commissari”. Per Spirlì la sua Regione non è l’Afghanistan e per questo non necessita missionari. Ma non è finita, perché il presidente facenti funzioni ne ha una anche per Eugenio Gaudio che, in sole 24 ore, ha rinunciato alla nomina di commissario perché la moglie non vuole andare a Catanzaro: “Fatti suoi…Catanzaro è una gran bella città .. sono  problemi loro”. https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/25265779/gino-strada-nino-spirli-ci-siamo-rotti-commissario-passare-cadavere.html

In Calabria va in scena la tragicommedia del governo Conte

Tre commissari in dieci giorni. In Calabria sta andando in scena una vera e propria tragicommedia, dopo le dimissioni di Eugenio Gaudio arrivate oggi “per colpa della moglie” Francesco Curridori –  Tre commissari in dieci giorni. Se fosse un film, ci sarebbe da ridere. E, invece, è la tragica realtà che sta vivendo la Regione Calabria che, dopo le doverose dimissioni di Saverio Cotticelli e di Giuseppe Zuccatelli, si ritrova prima priva anche di Eugenio Gaudio.L’ex rettore dell’Università La Sapienza di Roma ha spiegato che la sua scelta è dettata da “motivi personali e familiari”.“Mia moglie non ha intenzione di trasferirsi a Catanzaro. Un lavoro del genere va affrontato con il massimo impegno e non ho intenzione di aprire una crisi familiare”, ha aggiunto Gaudio. Nessuno mette in dubbio che il passaggio da Roma a Catanzaro possa essere un cambiamento traumatico per chi magari è abituato alla vita della Capitale, ma siamo davvero sicuri che le polemiche degli ultimi giorni non abbiano avuto alcuna influenza nella rinuncia di Gaudio? L’ombra di Gino Strada, fondatore di Emergency, cercato e poi abbandonato dal premier Giuseppe Conte, deve essere stata alquanto ingombrante e l’ipotesi di nominarlo consulente del nuovo commissario, al di là delle smentite di rito, non dev’essere piaciuta a Gaudio.Il governo ce la mette tutta, ma, per quanto si sforzi, non riesce proprio a sbrogliare la matassa calabrese. Tutto, come sappiamo, ha inizio con l’intervista che il generale Cotticelli rilascia alla trasmissione Titolo V durante la quale ammette candidamente di non sapere che spettasse a lui stilare il piano Covid e non era a conoscenza neppure del numero esatto di letti di terapia intensiva disponibili per la Calabria. In pratica, quasi un omaggio all’incompetenza. Un’intervista così scandalosa che il premier Conte, il mattino dopo, lo licenzia con un tweet. Gli esponenti di maggioranza respingono con prontezza le critiche di Salvini: “Cotticelli è lì dal 2018, lo hai nominato tu”. Peccato però che, solo pochi giorni prima di quella fatale intervista, proprio il governo Conte-bis aveva attribuito degli ulteriori poteri a Cotticelli. Ma, ormai, dare le colpe a Salvini su qualsiasi cosa avvenga in Italia sta quasi diventando una prassi tra le forze di maggioranza.La nomina di Zuccatelli, invece, è tutta opera del ministro Roberto Speranza dato che il predecessore di Gaudio è un bersaniano di ferro che nel 2018 si candidò alle politiche con LeU. Zuccatelli è, forse, uno dei rarissimi di negazionisti di sinistra ed è bastato un vecchio video per innescare un vespaio infinito di polemiche. Quella che sembra una tragicommedia sta assumendo sempre più i contorni di un film horror del quale non si vede ancora la fine. Solo il futuro saprà svelarci quale pantomima ci riserverà il governo Conte….

Calabria, terzo flop del governo. Rinuncia anche Gaudio: “Mia moglie non vuole”Roma, 17 nov – Dura meno un commissario alla sanità calabrese che un arcobaleno dopo un temporale. Peccato che la tempesta sia in atto e tempus fugit, eccome se fugge. A tal punto che Eugenio Gaudio, ex rettore dell’università La Sapienza, ha stracciato il record apparentemente imbattibile di Giuseppe Zuccatelli. Nominato ieri dal governo, ha già rinunciato all’incarico per “motivi personali e familiari”. Stando a quanto dichiarato da Gaudio, medico originario di Cosenza, la rinuncia non è dunque legata alle sue grane giudiziarie (è indagato dalla procura di Catania per concorso in turbativa nell’ambito dell’inchiesta sui concorsi truccati all’università). “Mia moglie non ha intenzione di trasferirsi a Catanzaro. Un lavoro del genere va affrontato con il massimo impegno e non ho intenzione di aprire una crisi familiare”, ha detto Gaudio a Repubblica.

Quattro commissari in dieci giorni

Sta di fatto che ha impiegato meno di ventiquattro ore per maturare una decisione che palesa l’imbarazzante modus operandi dell’esecutivo giallofucsia, costretto adesso a nominare il quarto commissario alla sanità in Calabria nel giro di dieci giorni. Solo non si vede Basettoni. Figuraccia chiama figuraccia, con sommo gaudio (si fa per ridere) di chi continua a invocare Gino Strada neanche fosse il Messia. Il fondatore di Emergency vuole però un ruolo di primo piano, non da controfigura dietro le quinte del fugace commissario di turno. Non a caso, prima che l’ex rettore della Sapienza annunciasse le proprie dimissioni, Strada aveva precisato che non ci sarebbe stato “alcun tandem con il commissario Eugenio Gaudio”.

Mai parole furono più profetiche, perché in effetti a questo punto l’accoppiata è saltata per forza di cose. “Ribadisco – ha precisato Strada – di aver dato al presidente del Consiglio la mia disponibilità a dare una mano in Calabria, ma dobbiamo ancora definire per che cosa e in quali termini”. Non c’è fretta signori, fate con calma. Sembra però che la strada, per Strada, sia spianata. La possibilità di bruciarla è sempre dietro l’angolo, visto soprattutto quanto accaduto con i predecessori. Ma Strada potrebbe addirittura battere il record di durata da commissario, impresa a questo punto tutt’altro che improba.

Alessandro Della Guglia

https://www.iltempo.it/politica/2020/11/17/news/eugenio-gaudio-commissario-sanita-calabria-moglie-catanzaro-ministro-roberto-speranza-giuseppe-conte-governo-25262274/

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