Emmanuel Macron, Benjamin Griveaux .. Roman Polanski .. Elena Ethel Schlein, punte di diamante della procreazione inesistente di oggi e di domani. Banksy – ES tgvercelli.it egaliteetreconciliation.fr 

La procreazione nell’UE è in continuo arretramento (se non ci fosse la fortuna dell’immigrazione) da anni  (1), il fatto ha motivazioni economiche e soprattutto culturali. Il favore con cui i rapporti omosessuali, pedofili o maniacali in genere, sono rappresentati sui media favorisce tale andamento e frequentemente una entusiastica scelta-modernista presso i giovani (non solo, ovviamente). Autorevolissimi testimonial rafforzano la campagna in atto. Emmanuel Macron è uno di essi: eccolo in due significative vignette, ed ecco anche una storia recentissima che lo investe in pieno: si tratta del cavallo su cui scommetteva .. il purosangue predestinao alla carica prestigiosissima di sindaco di PARIGI (!!) non per una semplice finale all’Arc de triomphe (2)

Certamente anche in Francia, come da noi, ci sono segni di dissenso altrettanto autorevoli (anche un po’ di più) .. per esempio questa recente vigorosa presa di posizione:

In Italia l’ultimo caso eclatante è quello di Elly Schlein, la vice di Bonaccini per l’Emilia .. un omaccione (Ely), pronta a fare di tutto (ci confida) e .. a tirare la volata alle sardine? (3)

.. Dopo le tante magagne per Elisabetta a causa del principe Andrea .. anche lo sberleffo di Banksy si fa più soft .. vago .. immagine essenziale con simboli ai quali ci ha abituati, forse una delle sue meno geniali trovate di questi ultimi tempi (ma ci aveva davvero “abituati male”..) su un argomento divenuto per niente romantico: la festa degli innamorati del 14 febbraio… se ne parla poco per timore di essere troppo tradizionalisti? .. oggi Banksy estrae dal cilindro due putti (ammesso che lo siano ) dei quali uno deve essere immaginato (!!), un cupido? .. si dice! .. Distrutto per sempre? come l’Amore !?
E senza amore niente figli .. e niente abiti premaman .. farli col meccano?
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(1)
(2)
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  • CHI È ELLY SCHLEIN, IL VOLTO DELLA “NUOVA SINISTRA”
    È stata la più votata di tutta l’Emilia Romagna, con ben 22mila preferenze. Un vero plebiscito. (due giorni prima, ed ancora oggi, il 90% degli elettori PD, non ha la più pallida idea di chi sia!… è andato sulla fiducia di chi astutamente lo imbecca)… Stiamo parlando di Elly Schlein, il volto della new left che ha abbandonato le fabbriche per sistemarsi comodamente in un loft nel centro storico. La Schlein, in effetti, ha tutto di questa sinistra urbana, liberal e post-operaia. Giovane, ecologista, femminista, immigrazionista, la Schlein ha tutte le carte in regola per rappresentare quel segmento di sinistra sempre più globalista e sempre meno nazional-popolare. Erede di Clinton, non certo di Gramsci.
    Un profilo global
    Ma chi è, quindi, la più votata delle Regionali? Elena Ethel Schlein, per gli amici «Elly», proviene da una famiglia di rango. Entrambi i genitori, infatti, possono vantare un alto blasone accademico: papà Melvin è un ebreo americano, mamma Maria Paola italiana. Elly nasce a Lugano nel 1985, dove rimarrà fino al conseguimento della maturità. Si trasferisce quindi a Bologna per studiare giurisprudenza presso l’Alma mater studiorum, ottenendo la laurea nel 2011. Appassionata di politica, la Schlein bazzica le sedi del Partito democratico, ma nel 2013 si unisce al coro degli scontenti per i governi delle «larghe intese». Di qui la sua adesione alla corrente di Pippo Civati, che la catapulterà nella direzione nazionale del Pd.
    La carriera politica di Elly Schlein
    Nel 2014 Elly Schlein si candida per la tornata delle Europee tra le file del Pd, ottenendo l’elezione. A Bruxelles viene quindi inserita nell’ambita lista degli amici di George Soros, il noto speculatore e fondatore della potente Open Society. In effetti, la Schlein condivide in toto l’agenda politica del magnate di origini ungheresi: immigrazionismo, ecologismo cosmetico, (col piffero che ti menziona la geo ingegneria), femminismo, teoria gender e così via. Insomma, il pacchetto completo del “diritto-umanismo”.
    Ad ogni modo, nel 2015 abbandona il Pd per confluire in Possibile, il nuovo soggetto politico fondato dal suo mentore Civati. Terminato il mandato a Bruxelles, Elly Schlein rinuncia a una ricandidatura per puntare tutte le sue fiche sulle Regionali, a cui si presenta nella lista civica Emilia Romagna coraggiosa, sostenuta da Articolo uno, Sinistra italiana e altre associazioni consimili. Il resto è cronaca: 22mila preferenze ed entrata trionfale nel Consiglio regionale. Se gioca bene le sue carte, di sicuro ne sentiremo riparlare.
    articolo di Elena Sempione su ilprimatonazionale
    Un paio di osservazioni veloci sul coming out di Elly Schlein.
    No, non è affatto irrilevante, invece.
    Chi scrive “esticazzi”, temo non abbia colto il vero nodo della questione.
    Ovvio che non ci frega nulla della sua vita privata e sentimentale e che qualunque individuo è libero di fare ciò che vuole. Il punto non è questo.
    Il punto è che il coming out ha oggi un preciso valore culturale e politico, ma soprattutto sociale. Equivale a una dichiarazione di appartenenza a una categoria di individui differenziata rispetto alla massa e ontologicamente superiore, quindi naturalmente destinata a governare.
    È come uno status symbol. È un messaggio preciso e diretto ai poteri forti perennemente in ascolto e perennemente alla ricerca di nuovi divulgatori per la “catechesi arcobalenica” (cit.).
    Credetemi: se lei per prima non lo ritenesse rilevante, avrebbe certamente fatto a meno di rivelarci questo dettaglio, di per sé insignificante. Non è il segno in sé ad avere rilevanza, infatti, ma ciò a cui esso rimanda. Non è il dato fattuale che deve interessarci, ma ciò a cui si vuol alludere con esso nel momento stesso in cui lo si rende palese.
    Quella in atto è una “guerra civile globale” tra chi sta sotto e chi sta sopra, dove chi sta sopra cerca di autolegittimarsi moralmente ed epistemologicamente. Nella scala di valori del pensiero unico progressista differenziarsi dall’eterosessualità è ormai diventato un modo per certificare la propria superiorità etica e culturale.
    Voi pensate davvero che la sfilata di trasgressioni a cui avete assistito a Sanremo avesse come finalità ultima quella di scandalizzarvi?
    Vi assicuro che l’ultima cosa di cui gli interessa è il vostro giudizio. No, anche in quel caso si bussa a determinate porte esibendo un tesserino. Serve un riconoscimento, altrimenti si resta fuori.
    Ispirato da un post di Marco Cristofoli
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