Il piccolo miracolo in uno scatto fotografico di Eleonora Viazzone – Vercelli, piazza Cavour e via Balbo

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5 piccoli capolavori con un miracolo in una sola foto. Il “polittico” di Eleonora Viazzone.
Quando l’autrice si svegliò (immagino) immaginò che la attendesse una giornata come tante. Recarsi al lavoro e attraversare la propria Città. Se guardiamo tutta la produzione, sembra proprio che essa ami questa piccola città, che forse la merita. Edifici, monumenti, strade .. arredi, si trovavano la da tempo, mentre il clima le ore del giorno e le persone avevano programmi cangianti. Non so se qualcuno s’era già cimentato ma io non ricordo di aver mai visto una inquadratura simile. E non è stato un colpo di fortuna. L’aiuto di Dio certo non si può rifiutare.
La storia si sviluppa lungo una “S” o “Z al contrario”, tre linee diversamente orientate: via Nigra – dove l’Autrice miracolosamente (?) .. andò a piazzarsi – poi in successione via Cavour e, sullo sfondo, Piazza Cavour. Il progetto è ardito anche perché vi compaiono belle vestigia frammiste ad altre molto meno estetiche, in particolare i pilastri delle 2 costruzioni post belliche, i brutti scalini (pure macchiati..) e la colonna in primo piano..provvista di coraggio e pietà cristiana ecco l’immagine pronta per noi!

  1. Al centro dello scatto è stato possibile porre -grazie al miracolo- una colonna facente oggi parte dell’antica Casa degli Elefanti (per i non-vercellesi). L’Edificio è stato denominato in tal modo perché vi furono “alloggiati” 2 elefanti (non ricordo se dentro o .. direi .. fuori), un dono per Federico Barbarossa che passò dalle nostre parti. Per anni vi si trovò, al pian terreno, con accesso della qui invisibile via Galileo Ferraris, il frequentatissimo Bar d’Italia ed ora proprio il Ristorante Casa degli Elefanti.
  2. La Z, con gli archi (in alto) e le 4 “colonne” formano le cornici del “polittico”.  Nel primo pannello, apparentemente il meno denso di messaggi vi compare una “fetta” di edificio della piazza Camillo Cavour, una luce di illuminazione della piazza, la più forte del panorama, che si riflette sui vetri del primo piano. Una immagine di silenzio. Qualcuno, all’altezza di una vetrina illuminata, ancora passa con incedere calmo ma deciso, forse per rincasare.
  3. Nel secondo pannello è stato possibile inserire parte della torre dell’Angelo, alla sinistra di misteriose luci retrostanti, riconoscibile anche per via del recente restauro. Sarà una sorpresa vederla in diurno chiarore, l’indomani.
  4. Nel terzo panneggio si sviluppa tutta l’azione, che, data l’ora non può che essere di meditazione o ripensamento. Due  persone si accompagnano verso il Corso Libertà o proprio la via Nigra, scambiandosi con gli occhi un contenuto messaggio, più lontano qualcuno scende gli scalini che dalla piazza, all’altezza della ex Cassa di Risparmi di Vercelli, impongono la scelta di una direzione da quel punto nevralgico della città. Più a sinistra,  forse posto per miracolo, trattenuto da San Matteo con l’aiuto della Vergine Maria (mentre, fuori campo, Dio, con il suo sorriso, induce l’operatore allo scatto) si tratta di una delle figure più conosciute e forse amate dalla città, un pesante ed energico personaggio, qui anch’esso molto più pensoso e silente del solito, trovandosi in fronte alla casa degli elefanti forse si dirige verso la propria, passando per piazza Cavour (anche Cavour, in piedi, dall’alto della statua lo osserva e protegge, più in basso una figura femminile pur’essa protettrice, dell’agricoltura .. riso, grano, farina e .. panini con prosciutto), prosegue per via Galileo Ferraris, via Cesare Balbo per poi scantonare verso la mèta. In verità questo 3° settore potrebbe essere considerato come a propria volta suddiviso in 2 o anche (ma io non direi) 3 parti: con il nostro ingombrante personaggio pronto a dividersi fra 2 quadranti, il primo a sinistra (dove è già in compagnia di Camillo Cavour, in piazza Cavour) e il secondo dov’è ancora in via Cavour; nei pressi si distingue, come sopra accennato, un altro settore  con i due personaggi che discendono lentamente le scale, c’è un bandone pubblicitario del teatro vercellese di questa stagione, il cartello che ricorda la ex Chiesa di San Tommaso, da molto tempo lasciata scomparire, se non nel campanile visibile dalla piazza e a mio parere piuttosto orribilmente rimaneggiato; sopra, il busto del girovago grande artista di Biandrate (Giovanni Antonio Bazzi) detto il Sodoma per via della frase dialettale “su, ‘nduma..”
  5. infine c’è il quadro a destra con la vetrina della Banca per noi estinta che riflette luci smorte e stucchi che la distanza … risalta, protesi verso il Corso Libertà o meglio, c.so Carlo Alberto, di giorno la via più animata ma sul quale ormai nulla può accadere.

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