Andi Nganso, Orribili insulti razzisti ad un medico della Cri a Roma – tgVercelli.it #SiamoTuttiFratelli e #TuttiConAndi

Il medico camerunense del quartiere Gianicolense (con brillante laurea in Italia) Andi Nganso è stato fatto oggetto di ben 2 innumerevoli aggressioni razziste nel giro di poche settimane. E’ un professionista afro-italiano; tuttavia non sono riuscito a  trovarlo nell’Albo Nazionale dell’Ordine dei Medici, certamente per un errore nel riportare nome e cognome commesso da qualche impiegato italiano di merda ..

..  all’uscita dal ristorante Andy s’è trovato l’auto rigata, fatto già penalmente rilevante e inaccettabile, ma non solo: vi era (riferisce il Corriere della Sera) una:
scritta sul cofano dell’auto tracciata con un pennarello verde:  “negro di merda”.  
.. anzi la scritta, per la fretta, è incompleta:
Il ragazzo è distrutto, per colpa dei razzisti
“Basta, voglio tornare in Camerun, non voglio più rischiare la vita qui”. 
Dato che vive a Roma, si teme che possa chiedere asilo politico al Vaticano. Lo sa che “Francesco” non può adottarlo? Potrebbero seguire gesti di autolesionismo (da parte di Andy). Anche estremi. Unica consolazione, il risarcimento assicurativo. 
Ad inizio anno, il giovane dottore era già stato malamente respinto da un paziente per il colore della sua pelle (del dottore); ma quella volta non era depresso (Andi) anzi era assistito da uno strepitoso sense of humor:

“NON MI FACCIO VISITARE DA UN NEGRO” – UNA PAZIENTE SE NE VA, LA REAZIONE DELLA GUARDIA MEDICA E’ UN CAPOLAVORO DI IRONIA

“TI RINGRAZIO. HO UN QUARTO D’ORA PER BERE UN CAFFÈ”
.. non è stato solamente satirico, ha anche dimostrato di essersi perfettamente integrato ai nostri costumi, bevendo caffè e non mimbo (il vino di palma del Camerùn) e anche alla nostra cultura: va alle macchinette per un quarto d’ora in più! Proprio come avrebbe fatto un qualsiasi italiano di merda!

casi insignificanti e non molto razzisti:

  1. Sfonda le auto a sassate, poi si scaglia contro i poliziotti: “Italiani di m… vi ammazzo tutti”
  2. “Italiani di merda…”. Se saltano i limiti del nostro linguaggio
  3. sarri-espulso-e-insultato-italiano-di-m-a-zola-rivela-era-triste/
  4. “Italiano di merda!” E il razzista sarei io?
qui con occhiali alla Spike Lee e alla .. italiana?
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Roma, scritta razzista a un medico «Si nascondono, sono dei vigliacchi»
Vittima un professionista, Andi Nganso, originario del Camerun, che lavora per la Croce Rossa. L’anno scorso una donna a Cantù rifiutò di farsi curare da lui per il colore della pelle. «In 13 anni che sto in Italia ho già subìto parecchie aggressioni»
di Rinaldo Frignani
Una cena con un amico al Pigneto dopo aver finito di lavorare nella sede della Croce Rossa in via Ramazzini, al Gianicolense. Ma al ritorno dal ristorante la sorpresa più brutta: una scritta sul cofano dell’auto tracciata con un pennarello verde. «C’era scritto “negro di m….” – spiega Andi Nganso, 32 anni, medico camerunense della Cri -. Avevamo parcheggiato la macchina in circonvallazione Casilina e siamo andati al ristorante. Mentre ritornavamo verso l’auto, l’ho sentito gridare “Basta, voglio tornare in Camerun, non voglio più rischiare la vita qui”. Il fatto è che vivo a Roma da soli tre mesi, ma qui l’aria è più pesante di quella che c’è in una provincia del Nord», dice ancora il medico. Che poi ricorda: «Sto in Italia da quando avevo 19 anni. In tredici anni di aggressioni razziste ne ho subìte tante, la più eclatante nel gennaio dell’anno scorso a Cantù, quando una donna si rifiutò di farsi curare da me per il colore della mia pelle».
«Niente telecamere, difficile risalire agli autori»
«Da bravi vigliacchi, i razzisti si nascondono – dice ancora Nganso -. Quando abbiamo parcheggiato nessuno ci ha detto niente, non c’era il minimo sentore che potesse accadere una cosa del genere. Abbiamo subito chiamato i carabinieri, poi abbiamo formalizzato la denuncia negli uffici del commissariato San Paolo». Il medico vive al Portuense. «Gli agenti ci hanno già spiegato che sarà difficile risalire agli autori del gesto, perché in quel tratto di strada non ci sono telecamere. A questo punto la denuncia servirà almeno per farmi risarcire dall’assicurazione».
Il presidente Rocca: «Clima irrespirabile»
«Il clima è ormai irrespirabile – sottolinea il presidente nazionale della Croce Rossa, Francesco Rocca -. Solo pochi giorni fa abbiamo avuto il volontario aggredito a Loano, gli episodi sono sempre più frequenti e di un’intensità davvero preoccupante. Lo avranno visto scendere dalla macchina: l’odio non guarda in faccia a nessuno. Aveva anche il nostro stemma sul parabrezza dell’auto». Rocca spiega anche che «come Croce Rossa abbiamo varato una campagna per monitorare le aggressioni agli operatori sanitari, come quella di Napoli sempre di poco tempo fa. Si tratta di un osservatorio permanente in collaborazione con l’Ordine dei medici e varie associazioni di categoria. Lanciamo l’allarme affinché le istituzioni agiscano. Così non si può andare avanti», conclude il presidente della Cri.
La Cri romana: «Andi è la nostra città»
«Andi ieri sera a Roma è stato vittima di un grave episodio di odio e di intolleranza a sfondo razziale. Andi è un medico. Andi fa parte della Croce Rossa. Andi è originario del Camerun. Andi vive in Italia da 13 anni e da alcuni mesi a Roma. Andi è la nostra città e tutti noi non meritiamo questo. La nostra solidarietà e il nostro essere sempre ogni giorno in campo contro ogni forma di razzismo sono e saranno la nostra risposta». Così la presidente della Croce Rossa Italiana di Roma, Debora Diodati.

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NON MI FACCIO VISITARE DA UN NEGRO” – UNA PAZIENTE SE NE VA, LA REAZIONE DELLA GUARDIA MEDICA E’ UN CAPOLAVORO DI IRONIA: “TI RINGRAZIO. HO UN QUARTO D’ORA PER BERE UN CAFFÈ”
“Non mi faccio visitare da un negro” ha detto una paziente che si era presentata nell’ambulatorio della guardia medica di Cantù, trovandosi di fronte al dottor Andi Nganso, 30 anni, nato in Camerun e da 12 anni in Italia. “Ti ringrazio. Ho un quarto d’ora per bere un caffè”, ha postato ironicamente su Facebook il medico, come riportano oggi alcuni quotidiani.
“NON MI FACCIO VISITARE DA UN NEGRO” – UNA PAZIENTE SE NE VA, LA REAZIONE DELLA GUARDIA MEDICA E’ UN CAPOLAVORO DI IRONIA: “TI RINGRAZIO. HO UN QUARTO D’ORA PER BERE UN CAFFÈ”
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Orribili insulti razzisti ad un medico della Cri a Roma: l’affetto dei colleghi di Vercelli
Il Comitato di Vercelli è vicino all’Amico Andi, medico camerunense della Croce Rossa Italiana – Italian Red Cross (non del nostro Comitato), che ieri sera ha ritrovato sulla sua auto questa terribile scritta. Ci associamo al Presidente Francesco Rocca che dichiara: “È ora di fermare questo clima di razzismo, odio e intolleranza che sta crescendo nel nostro Paese.
Stop al razzismo in nome dell’Umanità!”
E’ quanto è apparso ieri sulla pagina Facebook del Comitato di Vercelli della Croce rossa. Il riferimento è ad un  
gravissimo episodio avvenuto a Roma. Il medico camerunense di 30 anni Andi Nganso, che fa parte dell’Area salute del Comitato nazionale della Croce rossa, è andato a cena l’altra sera in un ristorante di Roma. Quando è uscito sul cofano della vettura qualcuno aveva inciso, probabilmente con una chiave, un’orribile frase razzista.
Di qui la vicinanza di tutta la Croce rossa italiana, compreso il Comitato di Vercelli.————————————————————-

Vino di palma

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