Ultime fake news sul carabiniere Mario Cerciello Rega, e altro.

Riporta (opportunamente) agi.it, in una  fedele ricostruzione di quanto reso noto  dagli inquirenti, che  “Il carabiniere Cerciello era disarmato, aveva dimenticato la pistola”     .. dobbiamo crederci? .. dal primo momento ci hanno spiegato che stava svolgendo una missione pericolosa ed era comandato a svolgerla disarmato. Una volta udito il/le grido/a disperate e assistito alle prime 10 coltellate, il commilitone non ha pensato di usare la pistola? visto che forse non l’aveva dimenticata pure lui .. e, Ammesso che l’ordine dell’intera operazione sia davvero partito dal Comando, anche a voler interpretare e pensare che l’arma poteva stare nella fondina ma non esser usata o essere usata solo in certi estremi casi (qui meglio non dire altro) .. perché nessuno aveva segnalato la mancanza dell’arma sin dal primo giorno? .. non era cosa di poco conto esser armati o no per un tutore dell’ordine; ha uno scopo l’acquisizione di tale nuova circostanza? .. deresponsabilizza gli assassini? .. si retrocede nella mente di qualcuno, o tanti (idioti), Mario Cerciello da eroe a pasticcione? .. .. colpa sua? se l’è andata a cercare, la morte? Qualcuno certamente penserà simili idiozie e contribuirà a formare il pensiero comune.

PER ESEMPIO, leggendo Repubblica:

(così fan tutti, ma il respondabile Scalfari fa segno di no, non si deve ..)

Qualcuno ha sottratto dalla fondina la pistola mettendola poi nell’armadietto? .. come i pellerossa Cheyenne dalle fondine dei cadaveri .. si viaggia, pian piano, a pretendere dal popolo un attegiamento verso tale gravissimo fatto:

lassista, permissivo, misericordioso.

Conte si era recato presso la camera ardente (ma non al funerale, come Matarella) dicendo con tono un po’ distratto che era il momento del dolore e non delle polemiche … bravo! ho pensato, era ora che si tacesse invece di buttare continue informazioni poi rimangiate o corrette dopo poche ore … invece è subito dopo tornato sul problema della foto con la benda :


Al di la dell’interesse di tipo “psichiatrico”, della responsabilità di alimentare la telenovela e di far passare l’idea -fra gli italiani- che si debba esser indulgenti e magari concedere l’estradizione ai giovinetti, all’interrogatorio parevano pinocchio e lucignolo..

Di Battista, che tutti credevano scomparso in centramerica, fra le canne da zucchero, ne ha invece detta una giusta (a parte gli improperi di rito contro Salvini), che fa ben sperare:

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