Mario Cerciello Rega: informazione desta qualche sospetto.- Nothing found Apologies, but no entries were found. – Eliana Frontini Romentino (Novara)

Legato, bendato .. sullo sfondo foto di Dalla Chiesa

Il gravissimo fatto di sangue viene rappresentato nel teatro mediatico in modo .. adeguato ai tempi. Il giorno della camera ardente non è del tutto obliato ma passa un po’ in sordina. Si usano in modo ridondante i social (molto asociali). Ci si sofferma su episodi spettacolari ma di ridotto significato, si mostrano in modo inusuale anche i video, con i volti dei per ora presunti carnefici o implicati (ma non tutti), si danno di ora in ora versioni contrastanti con le precedenti. Ha fatto bene Conte a dire che parlerà successivamente. Spariscono foto e informazioni che invece parevano interessanti. Come nel caso del servizio di Blondet, chi cerca di ragionare sul senso complessivo di quanto accaduto viene (forse) bannato. Un interessantissimo articolo di Maurzio Blondet scomparso dal suo sito con il marchio:
Nothing found

Apologies, but no entries were found.
Blondet riappare (prudentemente?) con un articolo non certo di attualità … riuscendo comunque a trovare interessanti analogie con alcuni nostri statisti contemporanei..:

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Blondet riappare (prudentemente?) con un articolo non certo di attualità … riuscendo comunque a traovare interessanti analogie con alcuni nostri statisti contemporanei..:

DI FERROVIE PATRIE E CONCESSIONI (AI PATRIOTI)

DI FERROVIE PATRIE  E CONCESSIONI (AI PATRIOTI)

Nel maggio del 1846  il conte Camillo Benso di Cavour  pubblica sulla Revue Nouvelleun saggio dal titolo Les Chemins de Fer en Italie. 

… per poi tornare agli argomenti soliti, con altrettanta moderazione e qualche accenno che fa riferimento proprio a cautela

Copio-incollo, per rapidità. Alcuni hanno già capito quello che posso dirvi io:

COMMANDOS? E I NEMICI INTERNI. ANTI-TRUMP

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Anche Il Giornale subisce un “attentato” alla libertà di espressione, quando si impegna ad andare oltre la cronaca: 

Tiene banco l’episodio di uno dei responsabili (presunti) del delitto che appare bendato e legato, circostanza certo non del tutto corretta 
.. e poi l’insegnante di Romentino (NO) che fa affermazioni da codice penale, usando parole che purtroppo si sentono ad ogni angolo di strada. 
Riporto le fonti che paiono più obiettive ed equilibrate.
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CARABINIERE UCCISO: “UNO DI MENO” PER LA PROF GIORNALISTA DI SINISTRA

DOCENTE NOVARESE OFFENDE IL VICEBRIGADIERE
LA RETE FB E I POLITICI LA MASSACRANO PER IL POST:
PROVVEDIMENTO DISCIPLINARE IN ARRIVO A SCUOLA
ANCHE SE LEI HA POI PROVATO A SCUSARSI
MA FORSE CERCAVA NOTORIETA’ COME ARTISTA…

____Fabio Giuseppe Carlo Carisio____
Sono passati 24 anni da quando lavorai insieme a lei. In tutto questo tempo lei, da giornalista in eterna caccia di una rubrica, poi anonima professoressa di Lettere e Storia dell’arte, quindi aspirante critica d’arte con qualche saggio accademico sui grandi maestri novaresi nel suo sito, ed infine artista concettuale ed iperfigurativa, ha finalmente trovato il suo ruolo da protagonista: quello della complice morale del brutale assassinio di un onesto ed altruista carabiniere morto in servizio.
«Uno in meno e chiaramente con sguardo poco intelligente. Non ne sentiremo la mancanza». Ha scritto Eliana Frontini, 51 anni, sul gruppo Facebook “Sei di Novara senza se e senza ma” a commento della tremenda uccisione del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega della Stazione Farnese di Roma, accoltellato a morte da un giovane americano. Lo ha scritto pur essendo giornalista pubblicista. Lo ha scritto pur essendo insegnante al Liceo Scientifico “Pascal” di Romentino, a pochi chilometri da Novara. Mansioni che avrebbero dovuto insegnarle moderazione e rispetto. Ma così non è stato…
Saputella per non dire saccente. Esperta in quelle tematiche pseudoculturali che tanto piacciano alla sinistra anarcoide. Non ha mai avuto lo sguardo intelligente quando collaborava nel settimanale Tribuna Novarese di cui sono stato caporedattore nel 1995-1996. Era la classica scribacchina petulante che cercava spazio per qualche articolo che riteneva vitale per il destino dell’umanità ma faceva addormentare soltanto alla lettura del titolo.
Io lasciai la testata dopo qualche mese, anche per divergenze di linea editoriale in quanto la redazione era diventata la fucina del Comitato Prodi di Novara. Lei rimase e diventò responsabile della cultura: nel giro di qualche anno il giornale chiuse i battenti. Ma Frontini maturò la sua esperienza soprattutto nell’InformaGiovani della Città di Novara, assunta da due cooperative fino al 2001, termine della Giunta Pds, per poi approdare in similare incarico a Vercelli nel 2002, giunta rosso-verde di sinistra, a riprova che certe ideologie non la facevano solo fiera ma anche ben occupata…
«Amici mi spiace per quanto sta accadendo, non me lo spiego proprio. Chi mi conosce spero sappia che non penso così». Ha poi postato per cercare di salvare la faccia mentre l’Italia intera della politica come della rete le stava rovesciando addosso ogni genere di improperio. Perché si può tollerare di insultare un carabiniere se è rimasto coinvolto in una vicenda controversa non quando un militare dell’Arma Benemerita cade per un’aggressione subita durante l’adempimento del proprio dovere.

IL CARABINIERE UCCISO DUE VOLTE

«Il carabiniere Mario Cerciello Rega è stato ucciso due volte. La prima, fisicamente, da due ragazzi statunitensi, Elder Finnegan Lee e Christian Gabriel Natale Hjorth. La seconda, moralmente, da un commento apparso sui social subito dopo la sua morte» ha giustamente scritto su Il Giornale il collega Gianni Carotenuto.
«Ho commesso un errore gravissimo, me ne sono resa conto appena ho cliccato su invia, ma ormai il danno era fatto. Ho scritto una cavolata, non c’è nulla da dire – ha detto la professoressa Frontini – Mi sono lasciata guidare dalla sensazione che spesso le forze dell’ordine non intervengono quando serve, quando una donna è maltrattata o peggio, si muovono solo quando ormai è troppo tardi».
Nella giustificazione la docente annaspa ancora peggio, quasi in uno stato di marasma intellettivo e psicologico, cercando in qualche modo di motivare la sua immonda e tremenda frase. Sconfina nel festival del becero qualunquismo. Si nasconde dietro la “scarpetta rossa’ agitata ad ogni occasione dalle femministe vittimiste di professione, quelle che dopo 74 anni ancora si sforzano di ignorare i femminicidi partigiani dei loro nonni e mentori comunisti, particolarmente gravi nelle prealpi piemontesi.
L’infame e vile frase contro Mario Cerciello Rega ricorda i cori cantati dai no-global giacobini di sinistra “Dieci, cento, mille Nassiriya” per offendere la memoria di quei 12 carabinieri, 5 militari dell’Esercito Italiano e due civili morti il 12 novembre 2003 in un attacco kamikaze con un’autobomba della base Msu nella cittadina irachena. Una ferita pronta a squarciarsi ad ogni marcia di protesta che bersaglia i soldati obbedienti anzichè i governi avventati nell’impiegarli in zone di guerra.
L’infame e vile frase contro Mario Cerciello Rega ricorda i cori cantati dai no-global giacobini di sinistra “Dieci, cento, mille Nassiriya” per offendere la memoria di quei 12 carabinieri, 5 militari dell’Esercito Italiano e due civili morti il 12 novembre 2003 in un attacco kamikaze con un’autobomba della base Msu nella cittadina irachena. Una ferita pronta a squarciarsi ad ogni marcia di protesta che bersaglia i soldati obbedienti anzichè i governi avventati nell’impiegarli in zone di guerra.

LE REAZIONI FURENTI DI POLITICI E MINISTRI

Dell’offensivo e sciagurato post si è subito occupato il parlamentare leghista Paolo Tiramani che insieme alla collega Cristina Oatelli ha fatto scoppiare la vicenda a livello nazionale in un momento in cui la famiglia e la vedova del vice brigadiere ucciso avrebbero voluto e dovuto ricevere da tutta Italia soltanto solidarietà e conforto nel tragico devastante dolore.
«Un commento vergognoso, a maggior ragione se davvero arriva da un’insegnante – dicono i due parlamentari annunciando una interrogazione – La frase è a commento di una foto del vicebrigadiere dei carabinieri vittima venerdì a Roma di un’aggressione mortale mentre svolgeva con scrupolo il proprio lavoro, a difesa della sicurezza dei cittadini. Un uomo che è morto da eroe, e che merita da un lato giustizia, dall’altro enorme rispetto, ammirazione e gratitudine da parte di tutti gli italiani perbene».
Ogni parola dell’autrice, al di là del silenzio, ormai appare stonata e palesa un incubo: un’insegnante e pubblicista che si lascia scappare simili post su Facebook appare pericolosa per la società che è chiamata ad educare. Non sembra degna di essere professoressa e nemmeno iscritta all’Albo dei Giornalisti (ammesso che lo sia ancora dopo tanti anni).
Lo ha ribadito chiaramente a TgNovara un parlamentare novarese. «Chi ha scritto quel post demenziale è un’insegnante e allora mi chiedo se sia possibile che possa presentarsi ancora a scuola – ha commentato il senatore Gaetano Nastri di Fratelli d’Italia – Che cosa potrà mai insegnare ai nostri figli una professoressa che plaude all’omicidio di un carabiniere? Mi aspetto che il Provveditore intervenga immediatamente. Nel frattempo, presenterò un’interrogazione al presidente del consiglio perché si faccia tramite con gli organi competenti affinché questa insegnante non torni più a scuola. Infatti, la gravità assoluta del suo commento è ancora più aumentata dalla sua professione».
Come riporta l’Agi l’Ufficio scolastico regionale del Piemonte ha infatti già svolto gli accertamenti richiesti e sta disponendo l’avvio di un procedimento disciplinare nei confronti della docente. Intanto anche i Carabinieri della Stazione di Galliate stanno indagando sulla vicenda: non è da escludere che possano essere ravvisati gli estremi di un reato penale.
«Durissime critiche al commento della prof anche da parte del sistema politico – riporta sempre Il Giornale – Se il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, annuncia che saranno attivate “tutte le verifiche necessarie tramite gli Uffici territoriali del Miur”, Mariastella Gelmini, presidente del gruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati, chiede che l’insegnante venga “cacciata. Sono parole ignobili, le scuse non bastano”. D’accordo anche il senatore della Lega, Roberto Calderoli: “Basta con i cattivi maestri: l’insegnante va radiata”. E il ministro dell’Interno, Matteo Salvini: “Un commento vergognoso, vomitevole, ancora più grave perché viene da una insegnante. Che in un primo momento ha negato, poi, di fronte all’evidenza, si è scusata”».
«Voglio chiedere scusa a tutti. In particolare a chi era vicino al militare e ora è straziato dal dolore e chiedo scusa all’Arma dei carabinieri e all’Italia intera. Sono stata una stupida» ha aggiunto Eliana Frontini. Un’affermazione certa almeno quanto il fatto che una stupida non può insegnare in un liceo o fare la giornalista. Perché, come direbbe lei stessa, “chiaramente poco intelligente’…
A meno che – e da esperto d’arte mi rovella questo ancor orribile tarlo – non cercasse fama e notorietà per la sua carriera d’artista rimasta finora sepolta nelle segrete stanze virtuali del suo sito. Se così fosse lo capiremo presto: se sarà invitata come opinionista culturale alla prima kermesse pubblica della sinistra piemontese.
Fabio Giuseppe Carlo Carisio –

https://www.gospanews.net/2019/07/26/carabiniere-assassinato-4-nordafricani-in-caserma-uno-di-loro-forse-lomicida/

https://www.gospanews.net/2019/07/28/carabiniere-ucciso-uno-di-meno-per-la-prof-giornalista-di-sinistra/              (CON FOTO)

 Carabiniere ucciso, il Gip conferma il fermo. I due americani restano in carcere

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Qual’è l’ultima generazione del conformista di Gaber? .. chi perseguita l’anticonformista di oggi, colui che semplicemente non si conforma al pensiero dominante (leggi non scritte) .. ma esprime il proprio parere. Chi ancora esercita il fascismo? .. oggi sono i sedicenti antifascisti !?

.. da alcune ore è sparito l’ultimo articolo di Maurizio BLONDET concernente il carabiniere assassinato a Roma, Blondet è uno stimato giornalista di prestigiose testate, ora in pensione, scriver per amor di verità e cita le fonti  .. e trasmette il proprio pensiero, Non conformista.

Questo è il più recente suo intervento originale ancora disponibile (si solito mette un suo articolo ogni giorno, il post del 25 -di rientro dopo dopo qualche giorno di vacanza- si deve ad altra fonte):

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IL CONFORMISTA paneuropeo

(Pensieri per ferie)
“Trionfa oggi in tutta l’area continentale […]  un tipo d’uomo fatto di fretta, montato su null’altro che su alcune esigue e povere astrazioni e che, perciò stesso, è identico da un capo dell’Europa all’altro. A lui si deve il triste aspetto di asfissiante monotonia che va assumendo la vita in tutto  il continente.  Quest’uomo  massa è l’uomo previamente svuotato della propria storia, senza passato nelle viscere e, pertanto,  docile  a tutte le discipline chiamate “internazionali”. Più che un uomo, è una carcassa d’uomo costituito di meri idola fori; manca di un “dentro”, di una intimità sua, inesorabile e inalienabile, di un io che non si possa revocare.  Di qui il fato che è sempre disponibile per fingere di essere qualsiasi cosa. Ha solo appetiti; crede che ha solo diritti e non crede che ha obbligazioni: l’è l’uomo senza nobiltà che obbliga, – sine nobilitate, snob.
[…]
Siccome lo snob è privo di destino proprio,siccome non sente che  egli esiste sul pianeta per fare qualcosa di determinato e intrasferibile, è incapace di intendere  che vi   sono missioni particolari e particolari messaggi. Per questa ragione è ostile alla libertà, di una ostilità  che assomiglia a quella del sordo verso la parola. In Europa, la libertà ha sempre significato la franchigia per essere quello che autenticamente siamo. Si capisce che aspiri  a prescindere da essa chi non ha qualcosa di autentico da fare.
José Ortega y Gasset, La Ribellione delle Masse, Prologo per i francesi, 1937)
“Il pericolo del prussiano è che è pronto a combattere  per vecchi errori come  fossero nuove verità. Ha  quella che crede una idea nuova; e la  applicherà a tutti.  Di fatto  è solo una falsa generalizzazione; ma  lui cercherà davvero di renderla generale.  Ha colto qualche superficiale semplificazione, e immagina che non ne abbiamo mai sentito parlare”  (G.K. Chesterton)
“Se siamo incolti, non sapremo quanto vecchie sono le idee  nuove”  (If we are uneducated, we shall not know how very old are all new ideas).
Una cosa morta  può andare con la corrente, ma solo una viva può andare controcorrente. (G.K. Chesterton)
Una civiltà non  crolla come un edificio;  si direbbe  con molta più precisione che essa si svuota a  poco a poci della propria sostanza, fino a che non n resta che la buccia, e una civiltà sparisce con la  specie d’uomo, il tipo di umanità, da  essa uscito.  Georges Bernanos, La France  contre les robots.

Scorretto

“Quando gli abitanti del pianeta saranno un po’ più  difficili, io mi farò naturalizzare  umano.  Nell’attesa, preferisco restare fascista,  benché sia barocco e  faticoso.   Roger Nimier (1925-1962)

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