“È l’aratro che traccia il solco ma è la spada che lo difende” Inaugurazione della Provincia di Littoria, Mussolini 1934 – Genova 2019, Ministero delle Entrate

“È l’aratro che traccia il solco ma è la spada che lo difende”

La storica frase sarebbe pura ovvietà, misera retorica  fascista, se non  presupponesse il faticoso e difficile sforzo di un popolo per tentare di realizzare e difendere la propria sovranità (l’aratro e la spada), allora come oggi. Nella Genova del Ponte Morandi tale motto è apparso in una parete dell’agenzia delle entrate, accanto alla foto d Mattarella, il nostro presidente, l’Eletto di un parlamento illegittimo e quindi, egli stesso, abusivo.

Esiste ancora, dopo oltre 70 anni, 3 generazioni, l’Apologia di Fascismo? Guardiamoci intorno, leggeremo le cronache politiche della nostra epoca di Democrazia (quella realizzata), potremo rischiare di trarne un altro motto: “Più conosci da democrazia più ami la dittatura”.
Quale sovranità e rappresentanza dei lavoratori pretende la CGIL che ha abdicato per sempre al proprio scopo? .. ..(per via della “poltroneria morale”, direbbe il Duce del Fascismo) .. e quale spada brandisce il ministro Trenta e alcuni generali fedeli al governo delle banche e di Bruxelles? L’abbimo visto per la Festa della Repubblica. Quale difesa da parte dei civili? Le FF.AA. ormai non devono difendere i confini, si crede (a sinistra)!! .. :

Purtroppo solo adeguati mezzi militari e non la sovranità politica limitata alla quale siamo assoggettati da dopo la caduta del fascismo possono difendere la sovranità di un popolo. Succede così, ovunque:

Le parole (VANE) della CGIL sembrano pronunciabili con i toni (spesso derisi) del Duce, QUESTE si, fanno ridere (nel 2019):

“Abbiamo ricevuto la segnalazione dai lavoratori che presso l’Ufficio Territoriale di Genova 2 dell’Agenzia delle Entrate, un Dirigente della stessa, ha affisso, allestendo il suo ufficio, una stampa con la scritta ‘L’aratro traccia il solco, ma è la spada che lo difende’, frase riferibile a Benito Mussolini, pronunciata in un suo discorso del 1934. Atti simili sono un segnale di ignoranza per quanto tragicamente accaduto durante la dittatura fascista. Auspichiamo un immediato intervento dei Direttori Regionale e Provinciale dell’Agenzia delle Entrate volto, oltre a porre immediato rimedio, a prendere le distanze da quanto accaduto”

“Si tratta di una grave offesa ai principi di libertà e democrazia sanciti dalla nostra Costituzione, nata dalla lotta di Liberazione antifascista, nel cui alveo agisce la pubblica amministrazione, con il fine di operare per conto dello Stato per rendere esigibili quei principi. Atti simili che, oltre a offendere i lavoratori ed i cittadini tutti, recano discredito sulla pubblica amministrazione vanno condannati e non si devono più ripetere”.

.. CGIL, da immaginare PRONUNCIATE con QUESTO timbro di voce:

Frase di Mussolini in ufficio Agenzia delle Entrate: è bufera a Genova

La Cgil ha chiesto all’Agenzia delle Entrate di intervenire nei confronti del dirigente che avrebbe appeso alla parete del suo ufficio una frase di Mussolini incorniciata. Il sindacato: “Grave offesa a principi di libertà e democrazia”
Gianni Carotenuto
“È l’aratro che traccia il solco ma è la spada che lo difende”.
Si tratta di una delle frasi più celebri tra quelle attribuite a Benito Mussolini, che il duce avrebbe pronunciato in un discorso del 1934.  La stessa frase che alcuni impiegati dell’Agenzia delle Entrate di Genova hanno trovato incorniciata in una stampa appesa al muro dell’ufficio di un dirigente dell’Ufficio territoriale di Genova 2, a Sampierdarena. La targa si trova a fianco di quella contenente la foto del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

La denuncia è arrivata alla segreteria genovese della Cgil, che ha espresso in un comunicato il suo sdegno sulla vicenda.

“Abbiamo ricevuto la segnalazione dai lavoratori che presso l’Ufficio Territoriale di Genova 2 dell’Agenzia delle Entrate, un Dirigente della stessa, ha affisso, allestendo il suo ufficio, una stampa con la scritta ‘L’aratro traccia il solco, ma è la spada che lo difende’, frase riferibile a Benito Mussolini, pronunciata in un suo discorso del 1934. Atti simili sono un segnale di ignoranza per quanto tragicamente accaduto durante la dittatura fascista. Auspichiamo un immediato intervento dei Direttori Regionale e Provinciale dell’Agenzia delle Entrate volto, oltre a porre immediato rimedio, a prendere le distanze da quanto accaduto”,

si legge nella nota diffusa dalla sigla sindacale. Che poi, come riporta Primocanale, ha aggiunto:

“Si tratta di una grave offesa ai principi di libertà e democrazia sanciti dalla nostra Costituzione, nata dalla lotta di Liberazione antifascista, nel cui alveo agisce la pubblica amministrazione, con il fine di operare per conto dello Stato per rendere esigibili quei principi. Atti simili che, oltre a offendere i lavoratori ed i cittadini tutti, recano discredito sulla pubblica amministrazione vanno condannati e non si devono più ripetere”.http://www.ilgiornale.it/news/cronache/cgil-frase-mussolini-appesa-ufficio-agenzia-delle-entrate-1707909.html

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Benito Mussolini

Le opere i discorsi e gli scritti

 

(1914-1942)

L’aratro e la spada
(18 dicembre 1934)

Con questo breve discorso — pronunziato il 18 dicembre 1934-XIII per l’inaugurazione della Provincia di Littoria, su l’Agro Pontino chiamato a vita nuova — si chiude la serie degli Scritti e Discorsi del 1934. Ed è il primo compimento di quella tenace battaglia che il Duce — attuando dopo tanti secoli un sogno caro allo spirito insonne di Giulio Cesare — ha voluto combattere perché al posto delle a mortifere paludi» sorgesse una distesa di campi aperti all’opera fecondatrice dell’aratro. Si possono seguire in questi volumi le tappe successive dell’opera di bonifica, culminante nella costituzione della nuova Provincia: non punto d’arrivo, ma punto di partenza per la seconda fase dell’attività redentrice. Questo discorso acquista un valore altamente storico per la chiusa, che espone in una frase lapidaria l’essenza dello spirito e della politica fascista, nei simboli reali e viventi dell’«aratro che traccia il solco» e della «spada che lo difende».Camerati!
Oggi è grande festa per l’Agro Pontino redento. È un giorno di legittimo orgoglio per tutte le Camicie Nere d’Italia e per tutto il popolo italiano. Si inaugura la novantatreesima Provincia del Regno.
Per realizzare l’importanza dell’avvenimento basta per un solo minuto riflettere che qui, in questa piazza che reca come titolo la data del ventitré marzo, fondamentale nella storia d’Italia, solo tre anni or sono regnava la mortifera palude. Abbiamo impegnato una lotta durissima. Avevamo di fronte la natura, le cose, ed oltre a ciò lo scetticismo, l’inerzia mentale, la poltroneria morale di coloro i quali prima di iniziare il combattimento vogliono essere matematicamente sicuri di avere la vittoria, mentre per noi fascisti più ancora della vittoria ha importanza il combattimento. Poiché quando esso è impegnato con sicurissima volontà, è coronato immancabilmente dalla vittoria.

    Desidero salutare le Camicie Nere e gli abitanti dei Comuni delle Provincie contermini che sono venuti a far parte della più giovane Provincia del Regno. Dichiaro che i loro interessi saranno particolarmente tutelati.
Insieme con essi l’altra parte della popolazione è quella venuta da moltissime provincie del Regno a riempire materialmente il vuoto che era fra Roma e Napoli, a creare una Provincia che nella sua stessa composizione demografica è nettamente unitaria, quindi squisitamente fascista.
Oggi noi celebriamo una tappa raggiunta. Ma molto resta ancora da fare. Io penso che nell’Agro Pontino c’è lavoro ancora per un decennio.
Perché questa gigantesca opera non turbata o interrotta, è necessario, o Camicie Nere, o Combattenti, è necessario che la Nazione sia fortissima nelle sue armi.
Poiché è l’aratro che traccia il solco, ma è la spada che lo difende. E il vomere e la lama sono entrambi di acciaio temprato come la fede dei nostri cuori.
Ora comprendete perché voi avete udito tuonare la voce del cannone insieme con la mia. http://www.adamoli.org/benito-mussolini/pag0569-.htm

GENOVA 2019  .. e BENITO MUSSOLINI

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