Tribunale di Imperia. Annarita Zappulla, è Preside e non pare un delinquente da galera. Altri casi (da Rosario Marcianò .. agli “arrivi” (Pasquale Longarini) e “partenze” (Fabrizio Spigarelli) – Auto blù

Il Tribunale di Imperia è speciale, “si distingue”! Vi si trovano degli ottimi Giudici? Non è certo.

Annarita Zappulla

L’ultima sparata (che aveva in un primo momento indignato tutte le persone per bene d’Italia): UNA PRESIDE AVREBBE USATO L’AUTO DELLA SCUOLA PER COMODI SUOI e pure .. PER LE VACANZE ALL’ESTERO. Dopo qualche approfondimento, il caso si è fortunatamente SPENTO … più velocemente di Notre Dame.
Da noi se rompi il naso o stupri qualcuno magari non ti fai neppure un minuto in galera, per Annarita Zappulla si prospettava invece il carcere .. ora siamo ai domiciliari, che, non essendo stato  picchiato nessuno e neppure a quanto risulta ha guidato pericolosamente dalle parti del ponte Morandi, paiono (i domiciliari) eccessivi; saranno dovuti a valutazioni di “opportunità” di lavoro e “di piazza” ? (v. esilarante resoconto di Repubblica, in fine file).
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ECCO Alcuni casi strani scelti “a caso” (tanto sono numerosi) ..  verificatisi in quel foro della Liguria, a cominciare dal caso – interminabile – di Rosario Marcianò (un suo avvocato fu probabilmente assassinato):

ROSARIO (you tube)

.. poi, a Imperia ci mandano anche quelli bravi

.. e pure un tentato suicidio, come condimento:

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Imperia, scarcerata la preside che utilizzava l’auto della scuola: il gip non convalida l’arresto

 

Confermato il peculato. L’avvocato: “Era andata a Mentone per delle pratiche per un bando europeo. Con lei in prigione la scuola ha perso 400 mila euro”

 


 

di MARCO PREVE

 

 

Imperia, scarcerata la preside che utilizzava l’auto della scuola: il gip non convalida l’arresto

 

La preside di Imperia Annarita Zappulla, finita in carcere per aver utilizzato l’auto della scuola davanti al gip Massimiliano Raineri si è resa conto di aver commesso una violazione, ma si è difesa spiegando da 40 giorni utilizzava il veicolo dell’Ipsia perché la sua auto era fuori uso per un grave incidente. Non solo, come ha spiegato il suo difensore l’avvocato Andrea Rovere, la vicenda contiene un retroscena che sembra paradossale: l’arresto avrebbe impedito alle scuole dirette da Annarita Zappulla di partecipare a un bando per ottenere 400 mila euro di fondi europei.

 

Il gip Raineri al termine dell’interrogatorio non ha convalidato il discusso arresto. Ha derubricato il reato da pecualto ordinario a peculato d’uso che non prevede l’arresto, e ha concesso la scarcerazione che già domenica aveva avuto il placet della procura.

 

 

All’interrogatorio non era presente il procuratore aggiunto Grazia Pradella che aveva coordinato i carabinieri al momento dell’arresto ma il pm titolare dell’inchiesta Luca Scorza Azzarà

 

 

Zappulla ha spiegato che sabato era andata a Mentone con la Toyota Corolla della scuola per andare a casa della segretaria dell’istituto Colombo per dare l’ultima occhiata alle schede per i finanziamenti europei per le scuole da lei amministrate. Domenica aveva appuntamento per lo stesso scopo con il vicepreside dell’Ipsia Marconi. Lunedì era la scadenza per la consegna dei moduli “che a questo punto sono andati perduti” ha detto l’avvocato Rovere.

 

Un particolare che alimenterà le polemiche relative alla misura dell’arresto e della detenzione nel carcere di Pontedecimo per tre giorni, ritenuta da molti sproporzionata rispetto alle contestazioni.

 



 

Aldilà della misura cautelare durissima, resta però il fatto che il peculato è stato dimostrato. La preside ha spiegato di aver iniziato ad utilizzare l’auto della scuola (donata dalla Toyota per far fare pratica agli studenti del corso di meccanica) dopo che la sua era fuori uso a causa di un incidente. Ha spiegato di aver sì accompagnato il marito a Torino ma per un intervento chirurgico ambulatoriale già programmato. Nel corso di quello spostamento aveva bucato un gomma e la nuova era stata addebitata alla scuola. “Si trattava però di un gomma già vecchia e che sarebbe stata comunque sostituita” precisa l’avvocato.

 

Insomma, quello che emerge è sicuramente un abuso da parte di un pubblico dipendente nell’utilizzo di un bene non suo ma della scuola, resta aperta la discussione politica sui tre giorni di carcere.

 

E’ un processo – ha detto l’avvocato Rovere – caratterizzato, a mio avviso, nella fase iniziale da una eccessiva spettacolarizzazione e da un utilizzo troppo punitivo della custodia in carcere, che la stessa Procura ha riconosciuto, tanto che dopo l’arresto, avvenuto nel pomeriggio del sabato, già la domenica nel primo pomeriggio la stessa Procura della Repubblica, chiedendo la convalida, ha chiesto l’applicazione degli arresti domiciliari. Deve esserci stato sicuramente un problema di comunicazione con gli inquirenti, perché se la comunicazione avesse funzionato, sostanzialmente avrebbero potuto applicare direttamente la misura degli arresti domiciliari».Imperia, scarcerata la preside che utilizzava l’auto della scuola: il gip non convalida l’arresto

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