Sesto San Giovanni: Cade la Stalingrado d’Italia ex. roccaforte del PCI – Roberto Di Stefano – Renzi barbadillo.it Monica Chitto’ Lodi Sara Casanova Silvia Sardone Lorenzo Guerini Giuseppe Sala detto il turbativa

Monica Chitto’ e IL NEOELETTO Roberto Di Stefano

(in attesa che i russi espugnino le basi NATO italiane …e spero che siano “precisi” perchè mi trovo da quelle parti.. )
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Sesto San Giovanni. Ecco come le destre hanno espugnato la Stalingrado d’Italia

Nei quartieri di Sesto San Giovanni interessati dal progetto della moschea voluta dalla sinistra del sindaco uscente Monica Chitto’, sono giunte percentuali di consenso molto elevate per il centrodestra unito e il suo candidato sindaco, il giovane Roberto Di Stefano. L’analisi del voto, per la Lombardia in particolare, parte da qui. La sinistra, in quella che era nota come “la Stalingrado d’Italia”, Sesto, mai governata dal centrodestra o dalla destra da 70 anni a questa parte e oggi invece espugnata con quasi il 60% dei consensi, paga soprattutto le sue scelte scellerate in materia di immigrazione e sicurezza, problemi letteralmente esplosi durante l’ultimo anno, proponendo addirittura, a pochi giorni dal voto, lo Ius Soli. Una follia. Un suicidio per la città teatro della sparatoria mortale che ha coinvolto Anis Amri, l’autore dell’attentato di Berlino ai mercatini di Natale.

Altro fatto degno di nota e da analizzare è che le scarse affluenze non premiano più il Partito Democratico. Questo significa una cosa sola: che il voto dei meno abbienti, quelli che il 25 giugno non possono permettersi un fine settimana al mare, una volta mosso dalle sinistre presenti nel mondo operaio delle grandi fabbriche (a Sesto un nome su tutti, la Falck, nda) e oggi costituito per lo più da giovani e meno giovani precari o disoccupati e pensionati abbandonati dai sindacati, ha perso la sua connotazione ideologica.

Oggi gli elettori e i rappresentanti “Dem” con quel mondo c’entrano poco, pochissimo. Oggi questi si trovano invece nei palazzi chic in compagnia di chef, designer, banchieri e attori, non nei quartieri popolari. E, intenti ad agitare lo spauracchio delle “omofobie” e “xenofobie” varie e a sostenere le marce dei migranti, hanno perso il contatto con la realtà e con il tessuto sociale. Una realtà fatta di precariato e insicurezza, reale e percepita.
Questo ha premiato, soprattutto a Sesto ma in tutta la Lombardia, un centrodestra nuovo. Un centrodestra popolare che ha il volto non soltanto di Matteo Salvini ma anche di Silvia Sardone, consigliere comunale di Forza Italia a Milano e moglie del candidato sindaco, che non ha avuto vergogna di ammettere che, per finanziare la campagna elettorale, lei e il marito abbiano dovuto vendersi un box.

Quella della Sardone è una Forza Italia rigenerata, che abbandonati i completi gessati si è messa la felpa e si è fatta strada a suon di gazebo e interventi a favore degli abitanti dei quartieri popolari. E, a proposito di quartieri popolari, giova ricordare come, a poche ore dal voto, proprio in Regione Lombardia si sia approvato un nuovo regolamento per l’accesso all’edilizia popolare che privilegia i cittadini lombardi, frutto del lavoro di un altro forzista, il vice governatore lombardo Fabrizio Sala. Regolamento che ovviamente ha scatenato le critiche della sinistra perché “discriminatorio”. Andassero a spiegarlo a chi da anni aspetta un alloggio e vede passarsi davanti i soliti noti con cognomi esotici…

Infine a premiare il centrodestra anche il calo del Movimento 5 Stelle. Compreso il bluff di un soggetto che non ha alcuna connotazione ne’ cultura politica di base e che non ha saputo incidere sulle problematiche reali (immigrazione e sicurezza in primis), il suo elettorato “di destra” è tornato a casa. Finalmente, verrebbe da dire.

di Cristiano Puglisi

http://www.barbadillo.it/66853-sesto-san-giovanni-ecco-come-le-destre-hanno-espugnato-la-stalingrado-ditalia/
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Il M5S aveva dimostrato i prorpi limiti 15 giorni fa,
ora il PD in una sua storica roccaforte popolare, con il 58,63% al candidato di destra, conferma la perdita di ogni traccia, in Italia, di quel grande partito che fu il PCI; per progredire in termini di consenso elettorale il PD forse dovrà attendere che i frequentatori delle moschee di Monica Chittò acquisiscano il diritto di voto – per legge – e i loro numerosi figli diventino maggiorenni (.. magari portando a 16 anni la fatidica data!?)
Percentuale complessiva dei ballottaggi: 46,03 .. siamo a un livello misero, peraltro utile ad eleggere Macron Console a Vita, siamo a LIVELLI AMERICANI: finalmente anche il popolo di tutta Europa non partecipa, ma si adegua al volere dei padroni .. che possono gioire!?! .. non proprio .. qualche problema per i neocon de noartri sussiste e persino il giornale di Scalfari pare accorgersene pur tacendo la verità, come sempre, e lo s’intuisce dall’articolo che segue .. inoltre:
Il sindaco di Milano è indagato per .. LINK: .. turbativa d’asta
.. dice Sala, il “turbante d/l’asta”, che bisogna: “.. stare insieme ..”
 .. contro i Giudici? ..
(turbativa .. come a LODI .. e tutti gli sconfitti pensano di continuare a stare li dove si trovano e nulla cambiare; danno consigli come si vede :
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Elezioni, il centrodestra esulta. Il segretario regionale del Pd: “Non mi dimetto, voltare pagina” – Il presidente Maroni: “Il modello Lombardia è vincente, l’unione fa la forza”. Sala: “Stare insieme, puniti perché divisi”
Una vittoria oltre ogni aspettativa. Il giorno dopo la vittoria in tutte e tre le città capoluogo alle prese con l’elezione del nuovo sindaco, il centrodestra lombardo può ben esultare: la vittoria a Lodi (56,90%), a Monza (51,33%) e Como (52,68%) è stata netta. Brutte notizie per il centrosinistra lombardo, dunque, che deve anche incassare un’altra sconfitta, traumatica davvero – o simbolica, secondo molti commentatori – quella a Sesto San Giovanni, comune rosso per definizione ai tempi del Pci, comune che si è meritato nei decenni la definizione di Stalingrado d’Italia. Qui la sindaca uscente del Pd Monica Chittò – che pure fino a 15 giorni fa era in testa di cinque punti – non è riuscita a fermare lo sfidante di Forza Italia, Lega e alleati centristi, Roberto Di Stefano, che si è portato a casa il 58,63% dei voti. Sesto, dunque, passa al centrodestra dopo 72 anni di governo del centrosinistra.
L’autocritica del Pd”. La situazione è grave, ma il segretario regionale del Pd, Alessandro Alfieri non si dimette. “Non si abbandona la barca quando si è in difficoltà – dice davanti ai giornalisti nella conferenza stampa post elettorale -. Abbiamo subìto una sconfitta, ma non bisogna lasciare spazio allo scoramento, dobbiamo voltare pagina e concentrarci sulla sfida delle regionali. I bilanci si fanno alla fine”. Per Alfieri sulla sconfitta ha pesato l’onda lunga della politica nazionale, il dibattito sullo ius soli e il fatto che tutti erano contro il Pd. Parla di “un risultato lontano da quello atteso” Pietro Bussolati, segretario del Pd di Milano. Facendo autocritica commenta ancora: “E’ evidente che l’essersi mostrati litigiosi e più attenti a enfatizzare le differenze piuttosto che a lavorare sugli obiettivi comuni, non abbia pagato in termini di consensi da parte dei cittadini”.
Sala: “Puniti perché divisi”. “Gli elettori premiano chi sta unito e il centrosinistra nell’ultimo anno non ha dato un bellissimo spettacolo” dice il sindaco di Milano, Beppe Sala. “Non è colpa di uno, è colpa di tutti – ha aggiunto – però su questo bisognerà riflettere, perché mancano mesi alle elezioni politiche e bisogna lavorare. Indubbiamente ha vinto il centrodestra, senza se e senza ma. Io mi sgolo da mesi a dire di stare attenti alle amministrative e di non pensare solo alle politiche, e mi sono anche speso andando in giro, anche se l’aria era quella”.
Maroni: “Modello Lombardia funziona”. “Tutti uniti si vince, l’unione fa la forza” commenta il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, che a poche ore dalla chiusura delle urne spinge sull’acceleratore per quanto riguarda il referendum sull’autonomia della regione del 22 ottobre e dà il via alla campagna di affissioni. “C’è grande soddisfazione per il modello Lombardia che è il modello Liguria – dice il governatore – che è il modello del centrodestra che vince. Ora al lavoro per tradurre in atti concreti questa decisione del popolo lombardo di premiarci. Noi godiamo per la nostra vittoria e non attacchiamo Renzi, ma sarebbe questione di stile che chi ha perso faccia il mea culpa e pensi dove ha sbagliato”.
L’analisi di Chittò (ex sindaca di Sesto). “Ha prevalso la paura”: l’analisi del voto dell’ormai ex sindaco Chittò parte da qui. “La campagna elettorale è stata difficile – continua Chittò – ho ricevuto lettere anonime con minacce di morte, in un momento di crisi come questo i cittadini si rivolgono al sindaco e, quanto più una città è affaticata, tanto più diventa difficile dare risposte immediate”. Chittò nel 2012 aveva vinto il ballottaggio con il 69,4% mentre stavolta si è fermata al 41,4%. “Abbiamo portato avanti il nostro progetto, abbiamo lavorato su un quotidiano faticoso e su un futuro progettuale. Spero che c hi ora avrà l’onore di governare la città, lo faccia con impegno, e che sia paradossalmente coerente con i disvalori che sono stati messi in campo durante la campagna. Se sono coerenti, quindi, non faranno costruire la moschea”.
Il caso Lodi. E se la perdita di Sesto ha fatto notizia, eclatante per il centrosinistra, è anche la sconfitta a Lodi – terra del coordinatore del Pd Lorenzo Guerini – che negli ultimi vent’anni è sempre stata in mano loro. Sara Casanova, segretaria cittadina della Lega Nord, ha conquistato la poltrona di sindaco. Lodi esce dal commissariamento iniziato l’estate scorsa in seguito all’arresto per l’accusa di turbativa d’asta dell’allora sindaco Pd Simone Uggetti, che era succeduto a Guerini nella poltrona più alta del Broletto. Il centrodestra ha simbolicamente preso il Comune esponendo anche, tra le bandiere istituzionali, anche quella che raffigura il sole delle Alpi e la bandiera di Forza Italia.

 http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/06/26/news/lombardia_elezioni_comunali_2017_ballottaggi_sindaci-169149993/

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