IRAN e CINA: esercitazioni navali congiunte nello stretto di Hormuz e nel Mare dell’Oman – Shen Hao, Hossein Azad

Hossein Azad

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Speciale difesa: Iran e Cina danno il via ad esercitazioni navali congiunte nello stretto di Hormuz e nel Mare dell’Oman

 Le Marine militari di Iran e Cina daranno il via ad una serie di esercitazioni nello stretto di Hormuz e nel Mare dell’Oman a partire dal prossimo 18 giugno.
 L’annuncio è stato dato ieri sera dell’ammiraglio Hossein Azad, comandante della Prima base militare iraniana, in una conferenza stampa congiunta con il comandante della 150ma flottiglia della Marina cinese, l’ammiraglio Shen Hao, organizzata nel porto di Bandar Abbas. Secondo quanto riferito dall’alto ufficiale della Marina militare iraniana, le esercitazioni comprenderanno la parte orientale dello Stretto di Hormuz e l’area settentrionale dell’Oceano indiano. L’ammiraglio ha precisato che le manovre sono nate con l’obiettivo di unire l’esperienza delle due Marine nel campo della lotta contro la pirateria, la difesa delle flotte commerciali, operazioni di salvataggio in mare e lo scambio di informazioni.
Da parte sua l’ammiraglio Shen Hao ha sottolineato che le esercitazioni fanno parte di un programma già avviato di cooperazione tra le due Marine militari e rafforzano “l’amicizia e la fiducia” tra Iran e Cina in campo navale. Per l’ammiraglio cinese, Iran e Cina condividono antiche tradizioni e hanno una lunga storia di amicizia e queste esercitazioni dimostrano che la cooperazione a livello di Marine militari è entrata in una nuova fase. La flottiglia cinese è giunta ieri nel porto di Bandar Abbas e comprende il cacciatorpediniere lanciamissili Chang Chun (DDG-150), la fregata lanciamissili Jin Zhou (FFG-532) e la nave da rifornimento Chao Hu. Prima della tappa in Iran la flottiglia ha fatto scalo a Karachi in Pakistan per un programma di formazione degli equipaggi.
Iran e Cina hanno intensificato la cooperazione navale in questi ultimi anni. Nel settembre 2014, una flottiglia di navi da guerra cinese ha fatto tappa a Bandar Abbas e ha tenuto un’esercitazione navale congiunta con navi della Marina militare iraniana. Nel mese di ottobre dello stesso anno il comandante della Marina militare iraniana, l’ammiraglio Habibollah Sayyari ha visitato il grande porto cinese di Qingdao, sulla costa orientale del paese asiatico, alla guida di una delegazione di alto livello. Nel dicembre 2015, i membri di una delegazione navale di alto rango proveniente dalla Cina hanno visitato l’Iran per colloqui con le autorità militari di Teheran. (Irt) © Agenzia Nova –
LINK: AN
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Incidente nelle acque del Golfo Persico: guardacoste sauditi aprono il fuoco su due pescherecci iraniani

L’attacco è avvenuto dopo che due imbarcazioni da pesca iraniane avvano oltrepassato il limite della acque territoriali saudite, nel Golfo Persico, come dichiarato dal direttore delle Frontiere Iraniane, Majd Aqa Babaei. Di conseguenza e senza verificare se ci fosse stata effettivamente una intrusione nelle acque di questo paese, i due guardacoste hanno aperto il fuoco ed un pescatore è rimasto uccioso ed un altro gravemente ferito, come ha riferito Babaei durante la conferenza stampa.Questa azione saudita non è compatibile con le leggi internazionali e con i prioncipi umanitari. Anche supponendo che i due pescatori abbiano attravarsato il limite delle acque saudite per causa delle alte onde del mare, i guardacoste non erano autorizzati a sparare sulle imbarcazioni iraniane”,

 ha aggiunto il funzionario iraniano.
Il regime saudita deve ancora trasmettere un comunicato sull’incidente. Le relazioni diplomatiche fra i due paesi erano interrotte da tempo.

Si tratta del primo grave incidente dopo le “dichiarazioni di guerra” all’Iran fatte dal Monarca saudita re Salaman, il quale, due settimane prima, in occasione della visita di Trump, aveva accusato il regime iraniano di “alimentare il terrorismo” e di “interferenze” in vari Paesi della regione mediorientale. Inoltre il secondo principe ereditario nonché ministro della Difesa dell’Arabia Saudita, Muhammad bin Salman , aveva minacciato di “provocare conflitti all’interno dell’Iran”, escludendo qualsiasi dialogo con la Repubblica Islamica e accusando Teheran di “cospirare” per “imporre la sua egemonia nel mondo islamico”. Poche settimane dopo si era verificato (guarda caso) un atacco di due commandos dell’ISIS a Teheran la capitale iraniana, uno contro il Parlamento iraniano l’laltro contro il mausoleo dell’Iman Jomeini. Il governo iraniano aveva immediatamente accusato Rijad per questi attacchi. Facile pensare che sia iniziata con quegli attentati la campagna di sobillazione interna contro l’Iran da pare dell’Arabia Sudita con il sostegno di Washington.

Adesso questo nuovo incidente verificatosi nel Golfo Persico certo non contribuirà a far distendere le relazioni fra i due paesi fortemente ostili e non è escluso che possa portare a serie conseguenze.
Fonte: Al Masdar News – Traduzione: Alejandro Sanchez- LINK: Controinformazione
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si muovono pure LINKIraq-Siria …………….. e anche LINK: Russia
.. il tutto rende difficile per gli Usa vincere la WW3 in Medio Oriente LINK: Vraie55

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